venerdì 4 marzo 2011

Se un cristiano del Punjab non rientra nelle nostre priorità (Melloni)

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3 commenti:

  1. Questo Martire viene definito dal professor Melloni "UOMO DI MEZZO", cioè "moderato", cioè "religioso non fanatico".

    Tasso di Kantismo: 100%. Tasso di Cattolicità: 0%.

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  2. non mi piace il termine uomo di mezzo. O forse c'è differenza tra essere uomini di mezzo in terre come in Pakistan, dove il dialogo è un lusso, e a dialogare ci vuole coraggio, e qui da noi, dove è diventato un mantra rinunciatario.
    Da noi gli uomini di mezzo sono quelli che relegano il nome di Punjab tra le ultime pagine, per non esasperare i conflitti

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  3. il dialogo deve essere la base nella nostra cultura, ma non deve annebbiare le analisi degli eventi e delle prospettive future. Analisi che non possono continuare ad ignorare che nella mentalità islamica la costituzione dello stato è il Corano. Non a caso, nei paesi cosiddetti islamici moderati comel'Egitto e altri paesi del nordAfrica, quel tanto di laicità presente veniva praticamente imposta dal dittatore di stato. Ora non sappiamo cosa succederà, quando il popolo che si è ribellato deciderà per sè. Non so a voi, ma a me ha colpito abbastanza sentire nei documentari televisivi echeggiare nei rivoltosi quel grido univoco: Allah akbar (che per quanto mi sforzi non riesco a sentirlo solo come grido liberatorio), o il ripetersi nei loro discorsi che morire per il proprio paese è dovere di ogni musulmano. Senza scomodare il fondamentalismo, non esiste stato senza religione in questa mentalità e sarà inevitabile per questi popoli scegliere democraticamente stati comunque fondati sulla religione e ciò che prescrive, e dove ciò che non prescrive diventa reato. Nella stessa Turchia, man mano che si allenta il potere militare sta aumentando la ripresa dell'orgoglio religioso. E non a caso Erdogan ha mandato orgogliosamente a dire ai tedeschi (con scarso rilievo sulla stampa occidentale) che i bambini figli di immigrati turchi devono si imparare il tedesco, ma ancora prima il turco in scuole turche e con insegnanti turchi, mantenendo loro tradizioni e cultura, perchè integrazione non è assimilazione. E dire che solo un mese fa un qualche suo vice si era lamentato del fatto che questa Europa è troppo cristiana. Facendo due più due: noi nel frattempo dobbiamo rinunciare a quel che resta di noi, loro quando entreranno si porteranno tutto

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