martedì 12 aprile 2011

Dimissioni del card. Lercaro, Osservatore Romano: Paolo VI non prendeva ordini dagli Usa (Izzo)

OSSERVATORE: PAOLO VI NON PRENDEVA ORDINI DAGLI USA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 apr.

Non ci furono pressioni della Casa Bianca dietro la decisione di Paolo VI di accettare nel 1968 le dimissioni dell'allora 77 enne arcivescovo di Bologna card. Lercaro. Decisione presa comunque dopo due anni dalla presentazione delle dimissioni da parte del porporato, che tra i primi aveva voluto obbedire alle nuove disposizioni su questa materia emanate dal Papa dopo il Concilio. Lo afferma oggi l'Osservatore Romano smentendo alcune ricostruzioni storiche circolate nei giorni scorsi, secondo le quali il presidente Lyndon B. Johnson, allora impegnato nella guerra in Vietnam, sarebbe rimasto turbato da un'omelia di Lercaro sulla pace, fino al punto di cederne e ottenerne la rimozione. "I motivi che indussero il Papa a prendere questa decisione, allo stato attuale dell'indagine storica e archivistica, non sono stati ancora chiariti e questo dunque non consente - scrive l'Osservatore - di giungere a conclusioni frettolose, su una vicenda molto piu' complessa e articolata".
Per il giornale vaticano, la vicenda "merita invece di essere trattata con doverosa prudenza e quindi al riparo da inopportuni sensazionalismi e da facili, quanto inutili, clamori mediatici".
"Va comunque ricordato - si legge nel corsivo pubblicato dal giornale vaticano - che il doloroso epilogo dell'esperienza pastorale di Giacomo Lercaro reso ancora piu' triste, per tutte le persone coinvolte, da un crescente clima di sospetto alimentato nei mesi successivi in ambienti culturali vicini al cardinale non intacco' comunque la stima e l'amicizia che Paolo VI continuo' a dimostrare sempre, e con il consueto riguardo, all'illustre figura del pastore bolognese, verso il quale Montini si era umilmente dichiarato debitore degli insegnamenti e degli esempi della sua attivita' pastorale e della sua coraggiosa carita'".

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Considerando il modo in cui rimosse il card. Mindzenty per accontentare i comunisti...non mi stupirei che anche per Lercaro...
Quante infamie nella nostra Chiesa!

Anonimo ha detto...

l'azione di lercaro a bologna fu senza pari, vero cattolicesimo sociale senza cedere una virgola sul deposito della fede e sulla dottrina.la processione del corpus domini che fece uscire contro il parere di tutti nel 1977 quando a bologna si rischiò la guerra civile per la morte di un ragazzo, ne testimoniano tutta la grandezza e il vedere oltre il contingente. il far suonare le campane a morto per l'aborto.Il deviare il percorso plurisecolare della madonna di san luca, per non cedere alle provocazioni degli omosessuali,il villaggio degli sposi, la città del fanciullo, il carnevale, padre marella, il rapporto con dossetti. Sbaglia chi fa di lercaro una bandiera del progressismo. Lui compi in maniera quasi perfetta quello chebera il messaggio del concilio :continuità del messaggio della fede con un rinnovamento nel proporlo e un'apertura al mondo nel senso più positivo possibile e meno progressita possibile.
La sua fine fu amara, ma non c'é bolognese che non lo stimi e non lo porti nel cuore

Max