domenica 5 giugno 2011

Il Papa: La crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa e' destinata all'involuzione se la coscienza viene ridotta all'ambito del soggettivo in cui si relegano la religione e la morale (Izzo)

PAPA IN CROAZIA: OCCIDENTE MUORE SE RELEGA LA RELIGIONE NEL PRIVATO

Salvatore Izzo

(AGI) - Zagabria, 4 giu.

"La crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa e' destinata all'involuzione se la coscienza viene ridotta all'ambito del soggettivo in cui si relegano la religione e la morale". E' questo il monito lanciato da Benedetto XVI che messo in guardia dai rischi del "prevalente pensiero moderno" nel piu' impegnativo discorso della sua prima giornata a Zagabria, quello rivolto al mondo universitario riunito in quello straordinario e preziosissimo scrigno che e' il Teatro Nazionale Croato, "un luogo simbolico, che - ha detto agli accademici riuniti ad ascoltarlo - esprime la vostra identita' nazionale e culturale". "Se invece la coscienza viene riscoperta quale luogo dell'ascolto della verita' e del bene, luogo della responsabilita' davanti a Dio e ai fratelli in umanita', che e' la forza contro ogni dittatura, allora - ha scandito Ratzinger - c'e' speranza per il futuro".
Nel suo discorso, il Pontefice ha evidenziato "le radici cristiane" delle principali istituzioni culturali e scientifiche del Paese e dell'intero continente europeo, citando tra l'altro il grande matematico, astronomo e architetto dalmata Josip Boskovic, ai cui studi - come ricorda oggi l'Osservatore Romano - si deve nel '700, tra l'altro, il cerchiaggio con il quale il Vanvitelli ha salvato la Cupola di San Pietro dal rischio di un possibile crollo. "Ricordare queste origini - ha spiegato il Papa teologo e' necessario, anche per la verita' storica, ed e' importante saper leggere in profondita' tali radici, perche' possano animare anche l'oggi". La platea e i palchi del teatro erano gremiti dall'intellighenzia croata che ha accolto con un tale calore le parole del Pontefice che qualcuno nel seguito ha ricordato "con vergogna" il veto che nel 2007 impedi' a Ratzinger di tenere una lectio magistralis alla Sapienza di Roma. Un accostamento che viene spontaneo perche' a Zagabria il Papa ricorda come l'istituzione stessa dell'Universita' sia legata alla fede cristiana, definendo "decisivo" il fatto di "cogliere il dinamismo che sta dentro l'avvenimento, per esempio, della nascita di un'universita', o di un movimento artistico, o di un ospedale". "Alla base di tutto - ha rilevato - ci sono uomini e donne, ci sono delle persone, delle coscienze, mosse dalla forza della verita' e del bene". La coscienza, ha aggiunto, "e' trasversale rispetto ai differenti campi che vi vedono impegnati ed e' fondamentale per una societa' libera e giusta, sia a livello nazionale che sovranazionale". "Penso naturalmente - ha tenuto a sottolineare il Pontefice - all'Europa, di cui la Croazia e' da sempre parte sul piano storico-culturale, mentre sta per entrarvi su quello politico-istituzionale". Ebbene, ha rimarcato, "le grandi conquiste dell'eta' moderna, cioe' il riconoscimento e la garanzia della liberta' di coscienza, dei diritti umani, della liberta' della scienza e, quindi, di una societa' libera, sono da confermare e da sviluppare mantenendo pero' aperte la razionalita' e la liberta' al loro fondamento trascendente, per evitare che tali conquiste si auto-cancellino, come purtroppo dobbiamo constatare in non pochi casi".
"La qualita' della vita sociale e civile, la qualita' della democrazia - ha messo in chiaro il Papa - dipendono in buona parte da questo punto critico che e' la coscienza, da come la si intende e da quanto si investe sulla sua formazione". E il messaggio che deve arrivarci dalla storia gloriosa della cultura europea e' che "la religione non e' una realta' a parte rispetto alla societa': e' invece una sua componente connaturale, che costantemente richiama la dimensione verticale, l'ascolto di Dio come condizione per la ricerca del bene comune, della giustizia e della riconciliazione nella verita'".
"La religione - ha osservato ancora il Pontefice - mette l'uomo in relazione con Dio, Creatore e Padre di tutti, e deve quindi essere una forza di pace". Ma da parte loro, ha concluso, "le religioni devono sempre purificarsi secondo questa loro vera essenza per corrispondere alla loro genuina missione".

© Copyright (AGI)

Nessun commento: