giovedì 16 giugno 2011

Gmg Madrid 2011. Un soffio di primavera. Da Israele, Palestina e Giordania 250 giovani (Sir)

GMG MADRID 2011

Un soffio di primavera
Da Israele, Palestina e Giordania 250 giovani


Il 3 giugno scorso, a Nazareth si è svolto il primo incontro di preparazione dei giovani di tutte le comunità cristiane della Galilea, che parteciperanno alla Gmg di Madrid in agosto. Ad animare l’incontro è stato il vescovo, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario per Israele del Patriarcato latino di Gerusalemme e delegato per il coordinamento della pastorale giovanile tra le chiese cattoliche. Il presule ha presentato le Gmg, lo spirito che le contraddistingue ed il tema dell’edizione 2011, con il messaggio di Benedetto XVI, “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Sono previsti altri momenti di preparazione ad Haifa e in Alta Galilea come anche in Palestina e Giordania. Gli iscritti alla Gmg dalla Terra Santa parteciperanno ai Giorni nelle diocesi: i giovani da Palestina e Israele andranno a Valencia, i giordani a Barcellona e quelli del vicariato ebreofono a Santiago de Compostela (Cfr. SIR 42/2011). A mons. Marcuzzo, che segue la Gmg sin dalla prima edizione del 1985, il SIR ha posto alcune domande.

Eccellenza, quanti saranno i giovani dalla Terra Santa che andranno a Madrid?

“Gli iscritti sono al momento 250 ma potrebbero diventare 300. Un centinaio provengono da Israele, un centinaio dalla Giordania ed una cinquantina dalla Palestina. A coordinare ed animare localmente tutti questi giovani è un gruppo di sacerdoti di diverse chiese. Vorrei sottolineare che all’incontro di Nazareth hanno partecipato anche giovani anglicani e ortodossi”.

Come vi state preparando all’evento di Madrid?

“Ciò che ci interessa, in primis, è entrare nel clima della Gmg, della sua spiritualità, della ricerca della fede. In questo ci aiuta il Messaggio di Benedetto XVI che stiamo leggendo e condividendo. Da qui emerge un aspetto positivo, vale a dire che la pastorale giovanile e le sue iniziative, come la partecipazione alla Gmg, non è più condotta a livello di chiese singole ma di tutte le diocesi cattoliche di Terra Santa che comprendono giovani latini, greco-melkiti, maroniti, armeni e siriani di tre paesi, in particolare, Giordania, Israele e Palestina”.

In questa preparazione che peso sta avendo il Sinodo per il Medio Oriente dello scorso ottobre che ha trattato in modo esteso il tema dei giovani?

“L’influenza del Sinodo è notevole anche perché ha insistito sul tema della comunione e della testimonianza, due parole chiave della nostra preparazione. Vogliamo fare comunione e sentirci in comunione con gli altri giovani del mondo e dare loro una testimonianza di unità. Ed è questo uno dei motivi per cui ci raduneremo sotto un’unica bandiera, quella di Gerusalemme e dei luoghi santi. Canteremo non solo l’inno ufficiale della Gmg ma anche il nostro quello dei giovani di Terra Santa ispirato a Santa Teresa di Lisieux. La nostra vuole essere la testimonianza di giovani che credono nella pace possibile da raggiungere. Noi rivendichiamo dignità e giustizia e non abdichiamo alla pace e al dialogo. Altro aspetto da non sottovalutare è il richiamo allo stile del pellegrinaggio: andremo in Spagna per incontrare le comunità ecclesiali locali e non solo per visitare i luoghi di fede”.

Dignità, giustizia, libertà: ci sarà un soffio di primavera araba anche a Madrid?

“Come vescovo trovo consolante vedere questi giovani portare una nuova primavera, una nuova speranza. Una primavera ordinata. La loro non è una reazione scomposta o violenta alla giustizia negata. Essi si impegnano nella ricerca della libertà sulla base dei principi dettati dal Vangelo. I nostri giovani partecipano a questa primavera ma si pongono domande sul futuro, sul perché e sul come realizzare tre grandi bisogni, di democrazia, di libertà e di giustizia. Essi vogliono partecipare alla vita dei loro Paesi senza essere pilotati da nessuno. Ai giovani del mondo che incontreremo in Spagna racconteremo ciò che sta avvenendo nei Paesi mediorientali”.

La vostra sarà anche la testimonianza di una Chiesa di minoranza che parla a giovani di Chiese che fanno parte di società secolarizzate…

“Testimonieremo che nella nostra vita la fede è un fatto sociale. Il Papa nel suo messaggio per la Gmg ci invita a riscoprire l’impegno personale di fede. ‘Essere radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede’, come afferma il tema della Gmg, forse non è il nostro primo problema come lo è per l’Occidente secolarizzato e laicista. I nostri giovani e tutti quelli mediorientali portano una visione religiosa della vita incarnata nella ferialità e non concepiscono una vita senza un’idea di trascendenza. Anche questo è un messaggio da trasmettere”.

Non teme che una volta usciti dal Medio Oriente molti decidano di non fare rientro?

“I nostri giovani sono sempre ritornati. Purtroppo è accaduto in altri Paesi mediorientali, dove i giovani emigravano, approfittando della Gmg. Nella nostra preparazione insistiamo molto anche su questo punto perché non vogliamo svuotare la Terra Santa”.

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