martedì 12 aprile 2011

La traduzione sbagliata di "Youcat" è la classica goccia degna di far traboccare il vaso. Sciatteria? Menefreghismo? Scarso amore per la Chiesa? Non è ora di darci un taglio? Sei anni di superficialità sono troppi per chiunque! (Raffaella)

Cari amici, credo che sia decisamente ora di dire: basta! Uno di questi basta liberatori e fuori dai denti.
Tanto non ci ascolta nessuno ma almeno possiamo parlarne fra di noi.
Diciamoci la verita': ne abbiamo tutti piu' che abbastanza della sciatteria, dell'ignoranza, della superficialita' e della mancanza di dedizione che circondano il Santo Padre.
Trovo detestabile e vergognoso che, di fronte all'errore evidente, qualcuno in Vaticano abbia tentato di scaricare la colpa sulla versione originale tedesca di "Youcat". Non so chi sia l'anonimo-rana dalla bocca larga che ha parlato con Aciprensa ma, da come e' stato abile nell'esercizio tipicamente italiota dello "scaricabarile", scommetto che e' un mio connazionale.
Del resto, si sa, noi Italiani siamo bravissimi nel tentare di addossare agli altri le nostre colpe.
La curia vaticana riassume bene questo atteggiamento.
Non e' la prima volta che si commettono errori tanto gravi quanto grossolani, sicuri della piu' assoluta impunita'. E' forse cambiato qualcosa in questi anni? Non mi pare!
Sono sei anni che, gira e rigira, Benedetto XVI paga per le colpe di tutti e non e' la prima volta che lo notiamo.
Nel 2006, a gennaio, fu costretto ad annunciare in una udienza generale l'uscita della sua prima enciclica la cui pubblicazione era stata rimandata e rimandata per supposti problemi di traduzione.
Abbiamo forse dimenticato gli errori contenuti nella versione italiana del primo volume di "Gesù di Nazaret"?
O ci siamo scordati della figuraccia rimediata con la versione (sempre italiana) di "Luce del mondo" in cui c'erano persino errori di ortografia?
O abbiamo rimosso dalla nostra mente quanto accaduto nel 2009 con la revoca della scomunica ai Lefebvriani? Una bella riunione fra cardinali, nella quale si decise in assoluta autonomia che non valeva la pena di spiegare la ratio del decreto di remissione approvato dal Papa con tutte le conseguenze che sappiamo.
E quando salto' fuori il "caso" Williamson, abbiamo visto forse un curiale (uno qualsiasi) che abbia fatto un passo avanti per assumersi un mignolo di colpa?
Ma per l'Amor del Cielo! Ma chissenefrega! Alla fine fu il Papa a prendere penna, carta e calamaio ed a scrivere una lettera ai vescovi in cui si assumeva ogni responsabilita'.
Qualcuno in curia e' stato mandato a fare un corso accelerato di furbizia? Ma per carita'!
E come scordarci del famigerato anno 2010 in cui non si e' riusciti a ribattere a dovere.
Eppure la pedofilia era una spina nel fianco della Chiesa e non si doveva arrivare impreparati alla tempesta mediatica.
Non si e' stati in grado non solo di rispondere colpo su colpo, come sarebbe stato dovere della Santa Sede fare, ma nemmeno di difendere adeguatamente l'operato di Ratzinger, cardinale e Papa.
Qui poi si apre la grande domanda: non si e' saputo difendere il Papa o non si e' voluto?
Misteri (non della fede ma degli uomini).
Alla fine, ancora una volta, e' stato Benedetto XVI a prendere in mano la situazione.
Solo a dicembre, quando il grosso della tempesta era superato, ecco che magicamente spuntano le lettere dell'allora cardinale Ratzinger, datate 1988, la prova, la "pistola fumante" della sua decennale lotta alla piaga.
Peccato...se avessimo avuto in mano quelle lettere a marzo, anziche' a dicembre, le cose sarebbero forse andate diversamente. In ogni caso avremmo avuto un'arma in piu' nella diffusione della verita'.
Ora arriva lo strafalcione della traduzione sbagliata di Youcat.
Certo! Rispetto alla valanga dello scorso anno, questa figuraccia ci appare come uno scivolone su una buccia di banana, ma si tratta di un episodio molto significativo perche' e' un simbolo.
E' il simbolo della sciatteria, della malafede, della maleducazione, del menefreghismo, dell'indifferenza e della scarsissima preparazione di chi ricopre incarichi di rilievo.
Non e' irrilevante dare in mano ai giovani uno strumento che contiene un errore grave dal punto di vista della dottrina cattolica.
Ieri sera il card. Sandri ha parlato di Joseph Ratzinger come del "cireneo" di Papa Wojtyla.
C'e' una caratteristica che ho sempre ammirato ed ammiro in Giovanni Paolo II: la sua grande intuizione nella scelta dei collaboratori.
Ha capito immediatamente che il card. Ratzinger era l'uomo giusto alla CDF. In quel ruolo l'ex professore di teologia ha fatto da parafulmine, da bersaglio per ogni sorta di freccia, ha fatto, appunto, da "cireneo".
Ha assolto quel compito con amore totale per Cristo e la sua Chiesa e con dedizione assoluta verso il Santo Padre.
Ieri sera un amico Anonimo ha fatto una domanda molto "intrigante": chi è oggi il "cireneo" di Ratzinger? La risposta e' desolante: nessuno! Ha ragione Mariateresa: nessun cireneo, solo vagonate di pannoloni.
La domanda potrebbe essere posta in un altro modo: chi e' oggi il "Ratzinger di Ratzinger". La risposta e' la stessa: nessuno!
La verita' e' desolante come la risposta. Mi dispiace scriverlo, ma noto scarso amore intorno al Papa. Non vedo molte persone che gli vogliono davvero bene, non vedo nessuno disposto ad aiutarlo a portare la croce.
Papa Wojtyla era circondato da persone che non solo gli erano fedeli ma che gli volevano davvero bene e questa e' la grande differenza rispetto a Papa Benedetto.
Non direi pero' che Giovanni Paolo II e' stato fortunato. Direi piuttosto che ha scelto collaboratori molto fidati, fra cui il "cireneo".
Credo che sia ora di dire veramente basta alla sciatteria ed al menefreghismo. Non e' difficile trovare i responsabili di certi pasticci. Si prendano decisioni adeguate. Ad un certo punto si deve capire che e' il momento di imprimere una svolta decisiva.
Noi possiamo solo dire la nostra. Il resto non e' nelle nostre mani
.
Raffaella

14 commenti:

Anonimo ha detto...

ES UNA VERGUENZA. ¡DIMISÓN YA PARA LOS RESPONSABLES!

Anonimo ha detto...

Il Cireneo di Papa Benedetto XVI è il popolo che sempre più lo ama!
Questo è l'autentico Cireneo!
Un popolo che sa disinguere e sa seguire chi fa della fede e dell'amore per Cristo non uno stile di vita ma l'essenza della propria vita!
Matteo Dellanoce

laura ha detto...

Raffaella, sei Grande! preghiamo per Papa Benedetto e perchè il Signore Lo aiuti e Lo sostenga visto che nessuno lo accompagna in questa Via Crucis. Non importa che l'episodio sia più o meno grave, che ci sia malafede o impreparazione. Resta il fatto che non può fidarsi di nessuno e che chiaramente non può fare tuto, né controllare tutto e tutti

Alessandro ha detto...

A mio modo di vedere il problema non è la distinzione tra contraccezione naturale e artificiale. La contraccezione è disordinata (e quindi moralmente deplorevole) in quanto tale, poiché contraccettivo è l’atto che scinde dimensione unitiva e procreativa del matrimonio. I coniugi che ricorrono ai periodi infecondi non scindono unione e procreazione (quantomeno per l’evidente fatto che nei periodi infecondi è impossibile che intervenga la procreazione): quindi non stanno ricorrendo alla contraccezione. Perciò non può esistere una contraccezione “naturale” buona: la contraccezione è intrinsecamente malvagia e i coniugi che ricorrono ai periodi infecondi non stanno attuando alcuna forma di contraccezione.

Cfr. Humanae vitae: "La Chiesa è coerente con se stessa, sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi. Infatti, i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali. È vero che, nell’uno e nell’altro caso, i coniugi concordano con mutuo e certo consenso di evitare la prole per ragioni plausibili, cercando la sicurezza che essa non verrà; ma è altresì vero che soltanto nel primo caso essi sanno rinunciare all’uso del matrimonio nei periodi fecondi quando, per giusti motivi, la procreazione non è desiderabile, usandone, poi, nei periodi agenesiaci a manifestazione di affetto e a salvaguardia della mutua fedeltà".

Quindi, ciò che è incredibile nel testo italiano di Youcat (se è veramente quello anticipato dalle agenzie: spero sinceramente di no) è che alla domanda: “Può una coppia cristiana fare ricorso ai metodi anticoncezionali? “ non si risponda chiarendo se “metodi anticoncezionali” = “metodi contraccettivi”. Perché, se così fosse (e così in effetti pare essere, e il testo italiano non aiuta a dissipare l’equivoco), allora la risposta non potrebbe che essere un sonoro “NO!”, giacché i metodi contraccettivi sono intrinsecamente illeciti secondo il Magistero. Parliamoci chiaro: in italiano se dico “metodo anticoncezionale” intendo “metodo contraccettivo”. I traduttori italiani non lo sanno? Rispondendo SI’ a quella domanda ed evocando la genitorialità responsabile si fa passare l’idea che il ricorso ai periodi infecondi sia un metodo contraccettivo! Uno sproposito teologico! Io non conosco l’originale tedesco, ma se è vero quello che scrivono i giornali la stessa domanda (la 420) tradotta in italiano “Può una coppia cristiana fare ricorso ai metodi anticoncezionali? “ è tradotta in inglese in tutt’altra maniera (com'è possibile?), più o meno così: “Può una coppia di sposi cristiana esercitare un controllo sul numero dei figli?” (“May a Christian married couple regulate the number of children they have?”). Posta così la domanda, la risposta che evoca i metodi naturali non fa una grinza, è perfettamente ortodossa, anche in italiano ("Si, una coppia cristiana puo e deve essere responsabile nella sua facoltà di poter donare la vita ecc.") Ma se l’inglese non fa una grinza, sospetto che sia in regola anche l’originale tedesco, e che siano i traduttori “creativi” italiani ad avere fatto la frittata… Se è vero che la traduzione italiana è quella annunciata, questi nostri connazionali sono degli sconsiderati: loro e chi non ne sorveglia l’operato. Non lo so, sono amareggiato e deluso, spero che non sia vero. I giovani hanno bisogno di pastori più attenti.
Alessandro

Anonimo ha detto...

Pare non sia un problema della Curia.
L'edizione italiana è curata da Città Nuova, editrice dei Focolarini.
E' curioso che la supervisione sull'edizione italiana era stata affidata al card. Scola, notoriamente molto ortodosso in tema di contraccezione. Sarebbe interessante sentire la sua voce in merito.
http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=31192&TipoContenuto=web

Alberto

Raffaella ha detto...

Si' e vorremmo sentire anche la voce del Vaticano visto che un anonimo vaticano e' stato interpellato.
Qui pero' c'e' un problema di traduzione dal tedesco.
Chi e' responsabile? E perche' il contenuto non e' stato controllato?
R.

Andrea ha detto...

È impossibile che si tratti di un errore, cara Raffaella.
È certo che si tratta dell'ennesima imboscata degli invecchiati modernisti, che vogliono vedere la Chiesa finalmente "à la page" prima di andare definitivamente in pensione.

Miserere ha detto...

Per il grandissimo amore che nutro per il Santo Padre ma perché lui non riesce a trovare dei collaboratori fedeli?

Andrea ha detto...

Un abbozzo di risposta a Miserere:

1- perché la mentalità modernistica, se non il Modernismo militante, è maggioritaria nel Clero.
2- perché, come avvenne per il Giansenismo secoli fa, ad essa il Magistero ha controbattuto in termini dottrinari, ma pochissimo si è fatto in termini disciplinari. Solo la "teologia della liberazione" sudamericana è stata efficacemente contrastata.
3- perché si è ampiamente confusa, ad ogni livello, la Civiltà Cristiana con il democratismo occidentale contemporaneo (spirito "ottimistico", tipico degli anni '60).
4- perché oggi la "controparte" (ambiente ecclesiale massonizzato) passa all'incasso, anche per motivi generazionali, come scrivevo. Con il controllo di "Osservatore" e "Avvenire", con gli agguati alla parola del Papa o del Magistero, il tentativo di soffocare la Libertà (quella vera, donata da Cristo) è alla massima intensità.
5- perché i "congiurati" si presentano con modi da sacrestia, quindi apparentemente vicini all' "Altare" (Sacerdozio autentico).

Anonimo ha detto...

Ma non sarà un tentativo di fare le scarpe al cardinale di Vienna?
Vox Clamantis

Fr Tim Finigan ha detto...

Dear Raffaella - what a great post! Such love for the Holy Father expressed with such power!

I hope you don't mind that I have spent some time trying to do a good translation of your post into English. It was not easy working out all the idiomatic expressions but I hope that I have done it justice. It is on my blog here.

God bless you and your wonderful, informative blog, so loyal to the Holy Father.

Raffaella ha detto...

Thanks awfully, Fr Finigan :-)
Raffaella

RobKPhD ha detto...

Thank you for this and Fr. Finigan for his English translation.

While I am not around the pope, I love the Pope and I think that there are a lot of us who do. I hope he knows that he is not the Ratzinger for John Paul, but for us, Christ's Church - and WE who love the Church love this Pope!

Gattorusso ha detto...

Cara Raffaella! grazie per le parole molto forti! qui e la traduzione in lingua russa. Questa problema e molto attuale per paesi tutti, con grande stima per la tua umilta e critica di alcuni punti nazionali. :) http://www.benediktxvi.ru/index.php?option=com_content&task=view&id=3134&Itemid=50