giovedì 21 aprile 2011

Domanda sullo stato vegetativo, il Papa: Come "una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare"

Papa: Corpo in stato vegetativo come chitarra rotta, anima resta

Una delle risposte a intervista in tv domani su 'A sua immagine'

CITTÀ DEL VATICANO

Come "una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare". E' l'immagine scelta dal Papa per affrontare il tema dell'anima in un corpo in stato vegetativo che gli viene posta in una delle domande della intervista tv che verrà trasmessa domani pomeriggio, venerdì santo, nel quadro della trasmissione 'A sua immagine' (Rai1). La seconda domanda è di una mamma che, nella registrazione televisiva, compare accanto al figlio in coma vegetativo. Maria Teresa, questo è il suo nome, parla al Papa del suo calvario, gli mostra la croce che porta insieme al figlio. "Santità - dice rivolgendosi a Benedetto XVI - l'anima di questo mio figlio Francesco, in stato vegetativo dal giorno di Pasqua 2009, ha abbandonato il suo corpo, visto che lui non è più cosciente, o è ancora vicino a lui?". "Certamente - è la risposta del Papa anticipata oggi dall«Osservatore romano' - l'anima è ancora presente nel corpo. La situazione, forse, è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l'anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente. Io sono anche sicuro che quest'anima nascosta sente in profondità il vostro amore, anche se non capisce i dettagli, le parole, eccetera; ma la presenza di un amore la sente. E perciò questa vostra presenza, cari genitori, cara mamma, accanto a lui, ore ed ore ogni giorno, è un atto di amore di grande valore, perché questa presenza entra nella profondità di quest'anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in Dio, di fede nell'uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi. Quindi aggiunge - il Papa - vi incoraggio a continuare, a sapere che fate un grande servizio all'umanità con questo segno di fiducia, con questo segno di rispetto della vita, con questo amore per un corpo lacerato, un'anima sofferente".

Le domande vengono formulate al Papa da parte di sette spettatori che avevano inviato le loro proposte alla redazione di 'A sua immagine'. Il primo dei sette selezionati dalla redazione della inusuale intervista tv al Papa è stata formulata da una bambina di sette anni che si trovava in Giappone al momento del terremoto. Ha visto morire e soffrire tanti suoi compagni. Al Papa - "che parla con Dio" - chiede conto del dolore che sono costretti a sopportare i bambini.
La terza domanda della trasmissione diretta da Rosario Carello è formulata da una donna musulmana che vive in Costa d'Avorio - il Paese africano sconvolto da una drammatica e sanguinosa guerra civile e alla faticosa ricerca della stabilità sociale e della convivenza - e chiede al Papa di aiutarla a conoscere il Gesù della pace. Un'occasione per tornare sul rapporto e sul dialogo tra le religioni. E non a caso la scelta per la successiva domanda a Papa Ratzinger è caduta su quella di sette giovani studenti iracheni di Baghdad, che ogni giorno, per il solo fatto di essere cristiani, rischiano la vita. Le altre tre domande riguardano più da vicino il mistero della Pasqua. In particolare, una di quelle giunte da telespettatori italiani propone la difficoltà dell'uomo moderno nel comprendere sino in fondo il mistero della risurrezione. E per finire non poteva mancare una domanda sul Venerdì Santo vissuto dalla Madre di Gesù ai piedi della croce.

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