lunedì 4 aprile 2011

La giornata del Papa nel documentario "Secret Access: the Vatican" andato in onda su History Channel (Cuomo)

La vita privata di Ratzinger

di Andrea Cuomo

Roma

La vita segreta di Joseph Ratzinger in «prime time». Ha suscitato un certo scalpore il documentario Secret Access: the Vatican, trasmesso mercoledì 30 marzo alle 9 di sera negli Stati Uniti dal canale tematico History Channel. Un programma a suo modo storico: per la prima volta, infatti, a una troupe è stato consentito di riprendere la vita quotidiana che scorre nelle stanze più segrete del Vaticano, con Benedetto XVI ripreso di buon grado nelle incombenze più banali, dalla sveglia al pranzo, dallo studio al riposo.
Gli spettatori americani hanno così potuto osservare che la giornata del pontefice inizia con una messa privata celebrata alle 7 di mattina e prosegue tra momenti pubblici (come il viaggio su un aereo Alitalia) e brevi parentesi di relax, che Ratzinger trascorre studiando alla sua scrivania, suonando Schubert al pianoforte oppure tenendosi informato con i telegiornali visti attraverso un televisore a schermo piatto (pare che in America qualcuno si sia scandalizzato: forse il capo della cristianità dovrebbe possedere solo un 12 pollici a valvole e in bianco e nero?). Uno dei momenti che più ha incuriosito i telespettatori di History Channel è stato il momento del pranzo, che Ratzinger trascorre in compagnia dei due segretari personali e a volte del cardinale John Patrick Foley, che intervistato dalla troupe di HC così descrive un pasto in casa Ratzinger: «Stare con il Papa è davvero rilassante. Naturalmente quando ceni con lui indossi la tonaca e al cospetto di Sua Santità gli baci l’anello. Poi egli invita a pregare». Dopo, arriva il momento del cibo, «frugale ma sempre buono», secondo Foley. Le telecamere di History Channel indugiano sui calici con lo stemma vaticano, che però, almento nel caso di Ratzinger, non si riempirebbero di vino pregiato, ma di più prosaica aranciata, della quale il pontefice è ghiotto.
Ma non è solo Benedetto XVI il protagonista del film. La troupe statunitense ha visitato altri luoghi solitamente inaccessibili del Vaticano, come l’Archivio segreto: qui gli inviati di History Channel hanno indugiato lettere storiche che documentano la non sempre semplice vicenda diplomatica tra Usa e Vaticano. Altra tappa obbligata per i cameramen quella nelle antichissime fondamenta della basilica di San Pietro, poggianti sulla necropoli romana che secondo la leggenda custodisce le spoglie del santo.
A questo punto non resta che sperare che il documentario presto sbarchi anche sugli schermi italiani. Chi non avesse la pazienza di attendere, può accontentarsi degli spezzoni visibili su youtube, compreso un «lancio» un po’ troppo in stile Codice Da Vinci.

© Copyright Il Giornale, 4 aprile 2011 consultabile online anche qui.

10 commenti:

SERAPHICUS ha detto...

Io non capisco: questo documentario e' vecchio di cinque anni. Come mai tutto questo trambusto per una cosa vista e rivista? Il Papa davanti al telegiornale; ricordo come se fosse ieri il commento del direttore del tg1 dell'epoca, tutto compiaciuto del fatto che il Papa guarda il "suo" tg. Dunque?

Raffaella ha detto...

Penso che sia in gran parte una "cosa gia' vista" nel senso che le immagini sono quelle del 2007.
In piu' ci dovrebbe essere un'intervista al card. Foley ed una visitina alle grotte vaticane.
R.

gemma ha detto...

la nostra stampa online ne parla come fosse inedito, ma è in gran parte il documentario allora snobbato di De Carli

Raffaella ha detto...

Quel documentario ando' in onda, nel massimo della sordina, alle 9 del mattino e l'occasione era l'8o° compleanno del Papa.
Ora un canale americano ne scopre la straordinarieta' e lo lancia in prima serata in pompa magna.
Peggio per la rai e per la stampa che non ha idea della fonte delle immagini.
R.

Cooperator ha detto...

Se mi permettete, il problema non è tanto che HC spacci questo documentario del nostro amato Pontefice come una cosa "esclusiva", quanto l'esordio infelice del post Andrea Tornielli al Giornale, di oggi lunedì 4 aprile 2011.
Il nuovo (credo) vaticanista del Giornale non sa che questo video è ormai noto e si augura di poterlo vedere presto anche in Italia.
Lo stesso Cuomo definisce «leggenda» il fatto che nella Necropoli Vaticana vi siano i resti dell'apostolo San Pietro. Leggenda non è sicuramente il termine più appropriato e non rende giustizia alle fonti storiche e archeologiche che hanno contribuito a far luce sulla sepoltura del Principe degli Apostoli.

Cooperator ha detto...

Dopo il Giornale, anche nell'edizione odierna del Corriere della Sera, in un articolo a firma di Francesco Forte, il giornalista è ignaro che si tratti di un documento video per niente inedito e nuovo e definisce la Necropoli Vaticana «le catacombe sotterranee [come se ci fossero catacombe non ipogee] più antiche della storia, dove sarebbe (sic!) presente anche la tomba di San Pietro.

Bastardlurker ha detto...

This is also the first time that American audiences get an intimate and revealing look on how Pope Benedict XVI lives, works and functions in his papal role.

Stephen David Entertainment

Secret Access: The Vatican (HISTORY)
http://www.stephendavidentertainment.com/shows.html

Queata è anche la prima volta che il pubblico americano...

Sono state utlizzate le riprese della CTV, ma il documentario non ha niente a che fare con lo speciale di Giuseppe De Carli.

E poi SS BXVI in HD è tutto un altro Papa :-)

Cooperator ha detto...

Al precedente postatore: le immagini della RAI sono quelle che distribuisce il CTV, anche a HC.

Poi, cara Raffaella, è abbastanza inquietante il nome del precedente postatore: bastardlurker = bastardo nascosto. Non trovi? A presto.

Spartaco ha detto...

Ohi, ohi, che infortunio per il povero giornalista de Il Giornale. Documentario già noto, passato non solo in Rai ma anche in televisioni private italiane, dove lo vidi io. Prodotto dal Ctv (confermo quello che avete scritto, ero poi andato in rete a informarmi) e venduto a chi voleva comprarlo, era già andato in onda anche in America, trasmesso dalla Fox (non so se anche da altri) che è il più importante canale di informazione degli States.
Ma ancora più inquietante è definire "leggenda' i resti di San Pietro sotto la Basilica Vaticana. Chissà di fronte a cosa prega Benedetto XVI quando si inginocchia di fronte alla tomba con i sti di San Pietro, chissà perchè lì depositano i Pallii prima di consegnarli agli Arcivscovi, chissà a cosa sono servite le ricerche di Margherita Guarducci e chissà per chi hanno parlato Paolo Vi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI quando hanno parlato di quella scoperta se un giornalista (non so se è il Vaticanista del quotidiano) può definirle "Leggende".
Comunque, per consolare il povero giornalista, si può sbagliare, soprattutto agli inizi, l'importante è recuperare... Ma non ha un amico con cui confrontare i propri scoop prima di pubblicarli?
A proposito: Striscia la Notizia prese più volte in giro il Tg1 per quel documentario, l'ho visto io per ben due volte, per una scena specifica tarioccata: il Papa non stava guardando il TG1, ma l'immagine venne messa all'interno del documentario solo dopo aver girato quella scena (in PostProduzione, come si dice al cinema). Insomma, una Petecchia... E al CtV qualcuno glielo ha permesso...

Anonimo ha detto...

ruggine col giornale o col nuovo vaticanista del giornale?
gli si dia tempo, nessuno nasce imparato, dicevano i vecchi :)