sabato 23 aprile 2011

Il Papa: Il vuoto di senso e di valori annulla l'opera educativa e il disordine del cuore sfregia l'ingenuità dei piccoli e dei deboli (Gagliarducci)

Meditazioni nel segno di Agostino

Andrea Gagliarducci

Benedetto XVI legge l'introduzione della Via Crucis.

«Le varie maschere della menzogna deridono la verità e le lusinghe del successo soffocano l'intimo richiamo dell'onestà - dice - Il vuoto di senso e di valori annulla l'opera educativa e il disordine del cuore sfregia l'ingenuità dei piccoli e dei deboli».
Inizia così il tradizionale appuntamento con la via Crucis al Colosseo. Quattordici stazioni, con le meditazioni di Suor Maria Rita Piccione, preside della Federazione dei monasteri agostiniani d'Italia. Meditazioni all'insegna di Sant'Agostino, autore amato dallo stesso Pontefice, che già nell'avvio delle celebrazioni Pasquali, il Giovedì Santo, ha dato la chiave di lettura di questa Pasqua: non ci si deve vergognare di essere cristiani, perché la fede va oltre i peccati dell'uomo, oltre la vergogna dei nostri errori. Ci sono anche due bambini che leggono le meditazioni di questa Via Crucis. Finché non si arriva di fronte alla croce, le preghiere iniziano sempre con l'invocazione: «Umile Gesù». La vita di Gesù diventa lo specchio delle nostre condizioni umane. Ma uno dei temi portanti è rappresentato dalle persecuzioni cui è sottoposta la Chiesa, sullo sfondo di un Colosseo illuminato teatro delle persecuzioni contro i primi cristiani. Dodicesima stazione: «Gesù ha portato il peso della persecuzione contro la Chiesa di ieri e di oggi, quella che uccide i cristiani in nome di un dio estraneo all'amore e quella che ne intacca la dignità con labbra bugiarde e parole arroganti». E ancora: «Gesù ha portato il peso della persecuzione nei confronti di Pietro, quella contro la voce limpida della verità che interroga e libera il cuore». La Via Crucis di Cristo ripercorre il cammino umano. Un uomo «non libero, ma condizionato dall'esterno», come Pilato (Prima Stazione); un cuore umano tutto «preso dalla contabilità del proprio benessere» e «cieco alla mano del povero e dell'indifeso che mendica ascolto e chiede aiuto» (Seconda Stazione); un uomo che cade come Gesù nel cammino verso il Calvario, perché «sul legno della nostra salvezza gravano non solo le infermità della natura umana, ma anche le avversità dell'esistenza». Intorno, migliaia di persone si stringono in preghiera al Papa.

© Copyright Il Tempo, 23 aprile 2011 consultabile online anche qui.

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