sabato 12 marzo 2011

Wojtyla e la santità nella Quaresima della Curia romana. Esercizi Spirituali, un percorso iniziato nel 1925. Nel 1983 li guidò Ratzinger (Cardinale)

Wojtyla e la santità nella Quaresima della Curia romana

DA ROMA GIANNI CARDINALE

«La luce di Cristo nel cuore della Chiesa. Giovanni Paolo II e la teologia dei santi». È questo il tema dei tradizionali esercizi spirituali di Quaresima con il Papa e la Curia Romana che iniziano domani sera in Vaticano e che quest’anno vengono tenuti dal carmelitano scalzo padre Francois-Marie Léthel, francese, prelato segretario della Pontificia Accademia di teologia. L’appuntamento è per le 18 di domani nella Cappella «Redemptoris Mater» del Palazzo Apostolico, con la celebrazione dei Vespri, la meditazione introduttiva, l’adorazione e la benedizione eucaristica.
Ogni giornata poi sarà scandita dalla celebrazione delle Lodi, dell’Ora Terza e dei Vespri, cui si aggiungeranno tre meditazioni del predicatore, e si concluderà con l’adorazione e la benedizione Eucaristica. L’ultima giornata, sabato 19 marzo, che coincide con la solennità liturgica di san Giuseppe, verranno celebrate le Lodi seguite dalla meditazione conclusiva. Come sempre durante la prossima settimana quindi risulteranno sospese tutte le udienze pontificie, compresa quella generale del mercoledì.
Come ha spiegato lo stesso padre Léthel il tema scelto si trova ad essere una ideale preparazione alla beatificazione di papa Wojtyla fissata per la prossima domenica 1° maggio. Un pontefice, Giovanni Paolo II, che «è stato inseparabilmente un pastore, un missionario, un mistico, un pensatore e un poeta». Un Pontefice «formato alla scuola dei santi», considerati «non solo come esempi di perfezione cristiana, ma come i migliori teologi, cioè conoscitori di Dio, anche se non avevano studiato la teologia accademica». E che ha come successore Benedetto XVI , il quale «non ha smesso di sviluppare questa teologia dei santi in modo continuo nelle sue catechesi al Popolo di Dio, ma anche proponendola ai teologi e ai sacerdoti ». E saranno quindi proprio i santi, con una particolare attenzione alle donne sante, i protagonisti delle meditazioni che verranno sviluppate durante la settimana.
Lunedì padre Léthel parlerà de «La grande scienza dei santi (san Luigi Maria de Monfort) in Cielo come in Terra»; del Totus Tuus cristocentrico e mariano di Karol Wojtyla, come filo conduttore di tutta la sua vita; de «Lo splendore della carità, della fede e della speranza vissute da Giovanni Paolo II con Maria Santissima». Martedì de «La dottrina di san Luigi Maria de Monfort»; di santa Teresa di Lisieux «come esperta della scientia amoris »; del cristocentrismo di Teresa. Mercoledì padre Léthel, da buon carmelitano, approfondirà ulteriormente la figura di santa Teresina e parlerà di sant’Anselmo d’Aosta, «Dottore della scientia fidei ». Giovedì sarà la volta di San Tommaso d’Aquino, «Dottore della scientia fidei come theologia Lucis»; di santa Caterina da Siena, «nel suo impegno per la riforma della Chiesa, profondamente ferita dal peccato delle sue membra» e di santa Giovanna d’Arco «nella sua passione e morte per colpa di sacerdoti e teologi». Venerdì verrà ricordato il grande scrittore cristiano Charles Péguy autore di una vera e propria «teologia poetica della comunione dei santi e della speranza»; nonché le figure di due laiche, una sulla via degli altari, Concepción Cabrera de Armida, mistica e madre di famiglia dichiarata venerabile da Giovanni Paolo II nel 1999, l’altra già arrivata: Chiara Luce Badano, morta a 18 anni nel 1990, prima beata del Movimento dei Focolari. Sabato l’ultima meditazione, dedicata a san Giuseppe «Sposo di Maria e patrono della Chiesa», nella luce di santa Teresa d’Avila, Dottore della Chiesa, e del venerabile Giuseppe Quadrio, sacerdote e teologo salesiano, la cui figura venne evocata anche lo scorso anno nel corso degli esercizi predicati dal confratello don Enrico dal Covolo, oggi vescovo. Di solito poi, alla fine degli esercizi, è previsto che il Papa rivolga un breve saluto di ringraziamento al predicatore.

© Copyright Avvenire, 12 marzo 2011

Un percorso iniziato nel 1925

Nel 1983 li guidò Ratzinger

L’ istituzione degli esercizi spirituali in Vaticano per il Papa e i suoi più stretti collaboratori risale al 1925 con Pio XI, che poi nel 1929, con l’enciclica Mens nostra, stabilisce si svolgano puntualmente ogni anno. Si tratta di un appuntamento inizialmente fissato nel periodo dell’Avvento ma che, dal 1964, viene spostato nella prima settimana di Quaresima. I predicatori chiamati a guidarli con Pio XI sono soprattutto gesuiti, ma anche oblati di Rho, cappuccini e redentoristi.
Pio XII sceglie di nominare solo padri gesuiti con l’eccezione del 1941. Giovanni XXIII sceglie un gesuita, il vescovo Angrisani, il parroco romano Scavizzi e il predicatore apostolico padre Ilarino. Paolo VI inaugura le sue scelte – nel 1964 – con il redentorista tedesco Häring, rompendo così la consuetudine che aveva visto finora nell’elenco solo ecclesiastici italiani. Il primo cardinale chiamato a predicare gli esercizi è stato Karol Wojtyla nel 1976, due anni prima di diventare Giovanni Paolo II. Non pochi hanno ricevuto la porpora dopo aver predicato (ricordando solo i viventi: Martini, Cottier, Tonini, Medina Estevez, Schoenborn, Comastri).
Benedetto XVI nei primi anni di pontificato ha scelto cardinali, per così dire, a «fine carriera» (Cè, Biffi, Vanhoye e Arinze). Lo scorso anno, in occasione dell’Anno Sacerdotale, è stato nominato un prete, il salesiano don Enrico dal Covolo, che nel frattempo è diventato vescovo dopo essere nominato rettore della Pontificia Università Lateranense. Quest’anno è toccato al carmelitano scalzo Francois-Marie Lethel. Una curiosità riguardante l’attuale Pontefice. In una intervista concessa al mensile 30 Giorni da cardinale ha rivelato che alcuni anni prima della sua nomina ad arcivescovo di Monaco del 1977, «forse nel 1975», Paolo VI lo «aveva invitato a predicare gli esercizi spirituali in Vaticano».
«Ma – aggiunge Ratzinger – non mi sentivo sufficientemente sicuro né del mio italiano né del mio francese per preparare e osare una tale avventura e così avevo detto di no». Ma fu un «no» provvisorio. Nel 1983 dopo essere stato chiamato a Roma da Giovanni Paolo II il cardinale Ratzinger viene chiamato a predicare gli esercizi. E accetta.

© Copyright Avvenire, 12 marzo 2011

1 commento:

laura ha detto...

Ho letto il libro tratto dagli esrcizi predicati dall'alora card. Ratzinger. Il titolo è "Il cammino pasquale". Lo consiglio a tutti n questo periodo di Quaresima. E' una lettura stupenda, non solo per i sacerdoti e credo aiuti a comprendere meglio anche il secondo libro su Gesù