sabato 8 ottobre 2011

Corno d'Africa, dopo gli appelli del Papa raccolti 60 milioni di euro. Mons. Bertin: gli aiuti arrivano ai destinatari. Card. Sarah: dopo la carestia costruire scuole (Izzo)

CORNO D'AFRICA: DOPO APPELLI PAPA RACCOLTI 60 MILIONI DI EURO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 ott.

Dopo i ripetuti appelli di Benedetto XVI (che ha anche devoluto personalmente 400 mila euro) la Chiesa Cattolica, tramite i suoi organismi umanitari, ha raccolto per l'emergenza carestia e siccita' nel Corno d'Africa ben 60 milioni di euro.
Lo si e' appreso oggi nella conferenza stampa tenuta in Vaticano dal presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, cardinale Robert Sarah, con l'amministratore apostolico di Mogadiscio, monsignor Giorgio Bertin, e i responsabili di diversi organismi cattolici: Caritas, Crs, Manos Unidas, e altri. Era presente anche una delegazione della Comunione Anglicana, che ha aderito alla mobilitazione lanciata da Papa Ratzinger. Attualmente la Chiesa Cattolica sta aiutando un milione di persone (su 13 milioni e 300 mila persone che hanno bisogno di assistenza diretta, principalmente in Somalia, Etiopia, Kenya e Gibuti) e ha gia' messo a disposizione 31 milioni di euro, raccolti tramite collette e offerte in tutto il mondo, ha riferito Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis ricordando che molte Chiese locali si sono mobilitate organizzando collette nazionali per rispondere agli appelli del Papa. L'intervento attuale della Chiesa nel Corno d'Africa, ha spiegato Roy, consiste in "aiuti alimentari e supplementi nutrizionali per bambini; tende e medicine; acqua per persone, animali e coltivazioni; servizi igienici e sanitari; cure sanitarie; assistenza ai piu' vulnerabili; distribuzione di sementi; sostegno spirituale e psicologico". Riguardo al futuro, ha precisato, "questo mese di ottobre sara' cruciale: se non piovera' la situazione peggiorera', e le previsioni non sono buone. I campi sono troppo affollati con grossi problemi sanitari e gli aiuti non sono sufficienti". La comunita' internazionale, ha auspicato Roy, "deve rafforzare gli sforzi per fronteggiare i bisogni reali e dare pace e stabilita' alla Somalia e all'intera zona del Corno d'Africa". Alla conferenza stampa e' stato letto un messaggio dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams sull'"importanza cruciale di collegare azione umanitaria e sviluppo degli interventi".
Nel testo l'arcivescovo di Canterbury ricorda che "le comunita' di fede hanno un proprio ruolo distinto" da svolgere durante le emergenze umanitarie, "perche' sono parte delle comunita' locali ancora prima delle emergenze e rimangono durante e dopo, anche quando le agenzie umanitarie se ne sono andate". A suo avviso "molte lezioni possono essere apprese da questa crisi", tra cui "l'importanza di preparare e rafforzare la capacita' delle comunita' di prevenire e mitigare i disastri e cercare di prevedere le emergenze". Il suo auspicio e' che la collaborazione tra le chiese in atto per soccorrere il Corno d'Africa "porti energia vitale e focus sulla crisi e stabilisca nuove opportunita' di collaborazione ecumenica".

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CORNO D'AFRICA: MONSIGNOR BERTIN, AIUTI ARRIVANO AI DESTINATARI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 ott.

"I fondi offerti dal Papa e raccolti dalla Chiesa Cattolica per far fronte alla crisi del Corno d'Africa arrivano ai destinatari, piu' agevolmente a quelli che sono nei campi profughi, mentre in alcune zone della Somalia e' complicati farli giungere: e' piuttosto difficile ma non impossibile, forse qualcosa si perde ma in ogni caso quasi tutto arriva". Monsignor Giorgio Bertin, vescovo francescano di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio, ha voluto rassicurare l'opinione pubblica sull'efficienza dimostrata in questa crisi da Caritas Somalia, della quale e' presidente. "In molte situazioni - ha spiegato - e' meglio portare i soldi che le derrate alimentari che facilmente vengono intercettate". "Mi sono meravigliato anch'io - ha detto il presule - sulla possibilita' che esiste comunque di acquistare beni in Somalia per soccorrere i somali, addirittura abbiamo trovato un numero sufficiente di tende per i campi profughi nei magazzini commerciali di Mogadiscio".

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CORNO D'AFRICA: CARDINALE SARAH, DOPO CARESTIA COSTRUIRE SCUOLE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 ott.

Mentre la Chiesa Cattolica continua mobilitarsi per soccorrere le popolazioni del Corno d'Africa colpite dalla carestia (il Papa ha rinnovato mercoledi' il suo appello e il 18 settembre la Cei ha raccolto offerte nelle 26 mila parrocchie italiane) e alla campagna aderisce la Comunione Anglicana attraverso l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, il Pontificio Consiglio Cor Unum propone di rendere stabili gli aiut a questa sfortunata regione.
"Vorrei oggi lanciare un appello innanzitutto ai cristiani: impegniamoci - ha detto il cardinale guineiano Robert Sarah nella conferenza stampa tenuta con l'amministratore apostolico di Mogadiscio - per costruire scuole". "Superata questa emergenza - ha spiegato il porporato africano che Benedetto XVI ha voluto alla guida del dicastero che gestisce i fondi da lui destinati alle popolazioni piu' povere - dobbiamo intervenire nella formazione.
Qui c'e' una chiamata speciale per la Chiesa, madre ed educatrice come forse nessun'altra istituzione. Altre sono forse piu' adatte e preparate per contribuire a ricostruire le case e le infrastrutture sanitarie necessarie a rendere dignitosa la vita di questi milioni di sfollati. Ma noi dobbiamo impegnarci specialmente per l'educazione e la formazione delle coscienze rette". "Fin da ora - ha concluso - faccio un appello: una scuola in ogni villaggio.
Lo dico da africano: uniamoci nello sforzo di aiutare il Corno d'Africa a dare educazione, istruzione, cultura ai propri figli".

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