mercoledì 15 giugno 2011

I “nobel” della teologia di Ratzinger per portare Dio fuori dal solito coro (Rodari)

I “nobel” della teologia di Ratzinger per portare Dio fuori dal solito coro

Paolo Rodari

15 giugno 2011 -

Tutto iniziò nel XVII secolo. L’assolutizzazione del sapere a solo sapere scientifico destituì la teologia d’ogni consistenza scientifica, delegittimandola. Tanto che ancora oggi reagire non è facile, perché le grandi domande attorno alle quali la teologia indaga (amore, nascita, morte) continuano a non avere diritto di sussistenza, almeno a livello accademico.
In controtendenza prova ad andare il Papa che non solo ha voluto che prendesse corpo una Fondazione per la promozione e la conoscenza della teologia nella realtà contemporanea, ma ha dato il proprio placet anche a una sorta di “Nobel della teologia”, un Premio Ratzinger (50 mila euro ciascuno) da conferire ogni anno a tre teologi d’eccezione scelti in tutto il panorama mondiale. Il prossimo 30 giugno la Fondazione, del cui comitato sceintifico fa parte il cardinale Camillo Ruini, premierà i primi tre studiosi, uno esperto di patrologia, gli altri due di teologia dogmatica e insieme fondamentale: l’italiano Manlio Simonetti, docente di Storia del cristianesimo, lo spagnolo don Olegario González de Cardedal, docente di Teologia dogmatica, e il tedesco padre Maximilian Heim, cistercense, docente di Teologia fondamentale.
Dice Ruini che, nonostante una certa emarginazione dalle principali università, “la teologia ha molto ascolto anche oggi, e non sono affatto pessimista sul suo futuro. Come si può notare semplicemente leggendo i giornali, i teologi sono assai letti e anche molto discussi. I dibattiti sulle materie teologiche sono molto vivaci, dopo che in Italia per lungo tempo si è spesso cercato di relegare la teologia in ambito ecclesiastico. Questo premio intende proiettare la teologia ulteriormente nel mondo della comunicazione e favorire i suoi rapporti con la gente”.
Simonetti è un luminare nel suo campo. Per molti è il più grande esperto vivente dei padri della chiesa. Ha diretto la Biblioteca patristica, la Corona Patrum e l’Enciclopedia dei Papi della Treccani. Tra i suoi allievi c’è anche il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian.
Olegario González de Cardedal è una star nel panorama teologico spagnolo, da sempre impegnato su fronti diversi come testimonia la scuola di teologia fondata a Santander e dedicata a Karl Rahner e a Hans Urs von Balthasar. A soli 35 anni ebbe accesso al “gotha” della teologia vaticana, ovvero alla commissione Teologica internazionale.
Infine Maximilian Heim. Il più “intimo” del Papa fra i tre. Non solo, infatti, dal 2009 fa parte del Circolo di allievi di Ratzinger (s’incontrano ogni fine agosto a Castelgandolfo: quest’anno il tema è “la nuova evangelizzazione” e interverrà la filosofa tedesca Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz) ma è anche consulente della sua opera omnia.

Pubblicato sul Foglio mercoledì 15 giugno 2011

© Copyright Il Foglio, 15 giugno 2011 consultabile online anche qui, sul blog di Rodari.

Nessun commento: