domenica 3 luglio 2011

Il Papa ricorda la beatificazione del vescovo Janos Scheffler che morì martire in Romania (Izzo)

PAPA: RICORDA BEATIFICAZIONE VESCOVO UCCISO IN ROMANIA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 3 lug.

Benedetto XVI ha voluto unirsi "alla gioia della Chiesa in Romania, in particolare della Comunita' di Satu Mare, dove oggi viene proclamato Beato Janos Scheffler, che fu vescovo di
quella Diocesi e mori' martire nel 1952".
"La sua testimonianza - ha auspicato il Papa dopo la preghiera dell'Angelus - sostenga sempre le fede di quanti lo ricordano con affetto e delle nuove generazioni".
Ai microfoni della Radio Vaticana il cardinale Angelo Amato, prefetto delle cause dei santi, ha commentato la motivazione che per delega di Benedetto XVI egli stesso ha letto questa mattina alla cerimonia di Beatificazione del servo di Dio Giovanni Scheffler.
"In prigione - ha ricordato - gli fu offerto di diventare Patriarca della Romania, a patto che firmasse il passaggio alla Chiesa Ortodossa, per creare una Chiesa senza Papa, ma come Cristo non cedette alla tentazione e il 6 dicembre 1952 come Cristo mori' pregando e perdonando i suoi uccisori". Il nuovo beato, ha sottolineato Amato, "brillava fin da piccolo per intelligenza, serieta' e riservatezza" e "all'universita' lo chiamavano 'doctor' ancora prima che lo diventasse, poi fu ordinato sacerdote, divenne un solerte catechista, un appassionato predicatore e un instancabile vescovo".
Il cardinale Amato ha ricordato come poi il mondo sia precipitato "nell'incubo" della seconda guerra mondiale e sia iniziata "la persecuzione comunista contro la Chiesa cattolica in Romania si acutizzo' dal 1947".
"Il regime - ha spiegato il porporato salesiano - intendeva rompere ogni rapporto con la Santa Sede, obbligando i fedeli a convertirsi all'ortodossia". La persecuzione dunque si scateno' contro i sacerdoti e neppure monsignor Scheffler fu risparmiato. Nel carcere di Jilava fu sottoposto ai lavori forzati, umiliato, costretto a docce bollenti, ma lui, rimarca il cardinale Amato, seppe "trasformare quest'esperienza di dolore in occasione di apostolato, di catechesi e di preghiera".
"Come Cristo nel deserto - ha concluso il capodicastero - il vescovo Scheffler fu tentato dal diavolo, che gli promise tutti i regni del mondo in cambio dell'adorazione" e il suo "testimoniare, anche con sacrificio, la fedelta' ai comandamenti di Dio e alle Beatitudini evangeliche" ci insegna che l'amore "trasforma la sofferenza in gioia che si fonda sulla fede, la morte in vita".

© Copyright (AGI)

Nessun commento: