sabato 6 agosto 2011

I consigli di lettura di Papa Benedetto (Bevilacqua)

Benedetto XVI: è bello leggere un Vangelo tutto di seguito

Libri sotto l'ombrellone consigliati dal Papa

di Andrea Bevilacqua

Quest'anno i libri dell'estate ha deciso di consigliarli Papa Benedetto XVI. Ritiratosi a inizio luglio a Castel Gandolfo nella stupenda e storica residenza estiva dei Pontefici, mercoledì scorso è tornato a ricevere i fedeli, organizzare appuntamenti di lavoro. Sempre dai colli albani.
E durante un'udienza generale del mercoledì particolarmente affollata, ha detto: cosa c'è di meglio della lettura di «quella piccola biblioteca che è la Bibbia?».
«Perché», ha detto il Papa ai fedeli, «non scoprire alcuni libri della Bibbia che normalmente non sono conosciuti? O di cui forse abbiamo ascoltato qualche brano durante la liturgia, ma non abbiamo letto per intero?». Sono ancora in molti, fa notare il Papa, che della Bibbia hanno una conoscenza «molto limitata e superficiale».
Ma quali della «piccola biblioteca» di cui è composta la Bibbia sono i libri da leggere? Il libro di Tobia, consiglia intanto il Papa, «un racconto che contiene un senso molto alto della famiglia e del matrimonio»; o anche il libro di Ester, la storia di una regina ebrea che salva il suo popolo con la forza della preghiera; oppure Rut, su una straniera che scopre Dio. Libri «piccoli», dice il Papa, che «si possono leggere per intero in un'ora».
Il riposo del Papa non è inoperoso.
Anche se, «ognuno di noi ha bisogno di tempi e spazi di raccoglimento, di meditazione e calma», egli mette a punto il terzo volume su Gesù di Nazareth, dedicato ai Vangeli dell'infanzia, i discorsi per i delicati e importanti viaggi in Spagna (metà agosto) e in Germania (fine settembre) e sulla sua scrivania ha ovviamente la Bibbia. Il 2012 sarà l'anno che la chiesa cattolica dedicherà al tema della fede.
Sempre nel 2012 c'è l'anniversario dei cinquant'anni del Concilio Vaticano II, un'occasione per riflettere sulla corretta ermeneutica di un'assise che ha diviso la chiesa. Negli anni del post Concilio, infatti, soprattutto gli anni Sessanta e Settanta, la chiesa ha spesso sbandato andando dietro alle istanze del mondo a volte in modo inopinato. L'anniversario è dunque il momento giusto per ripuntualizzare cosa è stato il Concilio e come esso vada letto e messo in pratica nella vita della chiesa.
Il Papa a Castel Gandolfo ha ricordato come l'uomo non è certo fatto «solo per lavorare, ma anche per pensare, riflettere, oppure semplicemente per seguire con la mente e con il cuore un racconto, una storia in cui immedesimarci, in un certo senso «perderci» per poi ritrovarci arricchiti». In genere, d'estate si prendono in mano libri d'evasione. Ma magari «qualcuno ha voglia di qualcosa di più impegnativo».
Benedetto XVI cita su tutti Giobbe, sul grande tema del «dolore innocente», e poi suggerisce la «sconcertante modernità» del Qoelet, o il Cantito dei Cantici, «stupendo poema simbolico dell'amore umano». E non va trascurato il Nuovo Testamento, la bellezza (tutta da scoprire) di leggere «un Vangelo tutto di seguito».

© Copyright Italia Oggi, 6 agosto 2011 consultabile online anche qui.

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