lunedì 22 agosto 2011

Le straordinarie giornate di Madrid nel bel commento di Giovanna Chirri

Ratzinger: il mondo ha bisogno dei giovani

«Testimoniate negli ambienti più diversi – li ha incitati – incluso dove vi è rifiuto e indifferenza»

Giovanna Chirri

MADRID

I ragazzi che gridano e incoraggiano il Papa, mentre cercano teloni e cappelli per ripararsi dalla pioggia che funesta la veglia, o quelli che in silenzio fino alle quattro del mattino seguono le antiche statue della Via crucis per le strade di Madrid? Quelli che stanno in adorazione in silenzio dopo il temporale o quelli che esultano all'annuncio della prossima Gmg di Rio?
Quali sono i giovani che papa Ratzinger si porta nel cuore dopo i trionfali 4 giorni a Madrid, accolto da due milioni di persone, probabilmente l'evento pubblico più numeroso nella laicissima Spagna? Senza dubbio sono tutti loro, visto che anche di fronte a un temporale che gli ha inzuppato gli abiti e i fogli dell'omelia, sabato alla veglia, Benedetto XVI è sempre stato «deciso e determinato a restare» e a proseguire l'incontro con l'adorazione eucaristica, come ha raccontato il portavoce Federico Lombardi: «Una bella prova di costanza, impegno, pazienza e coraggio – ha commentato Lombardi – visto che la vita è fatta anche di qualcosa di imprevisto, di dover affrontare qualcosa di nuovo».
Fede, devozione, modernità, giovinezza, tradizione hanno convissuto e si sono fuse nella XXVI Giornata mondiale della gioventù per la quale papa Ratzinger aveva scelto come tema «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede». Tema perseguito negli incontri di questi giorni e riassunto nella omelia di ieri mattina nell'aeroporto di Cuatro Vientos. «Certamente il mondo ha bisogno di Dio», ha affermato il Papa, e ha bisogno «della vostra testimonianza di fede».
«Testimoniate negli ambienti più diversi – li ha incitati - incluso dove vi è rifiuto e indifferenza». Un tema, questo del coraggio di annunciare il Vangelo anche di fronte a diffidenze, ostilità, deformazioni individualistiche e ricadute del relativismo, che papa Ratzinger ha sviluppato a più riprese. E lo ha declinato nei diversi incontri, davanti alle suore di non più di trentacinque anni e ai docenti universitari neppure quarantenni all'Escorial, davanti al milione e più di sabato sera alla veglia, quando ha ricordato la bellezza del matrimonio e la serietà del patto coniugale, davanti ai seminaristi nella cattedrale dell'Almudena, dove ha chiesto loro di non essere né mediocri né paurosi, di valutare bene la propria vocazione e di seguirla fino in fondo se la si scopre vera. «Cercare la verità non è intolleranza», aveva detto in volo verso Madrid, e lo stesso atteggiamento di dialogo basato su una identità forte e rispettosa dell'altro ha riproposto nella capitale spagnola davanti a ragazzi giunti da tutto il mondo. Negli incontri pubblici il Papa ha spesso evocato la positiva collaborazione con le autorità spagnole per realizzare la Gmg, evento che aiuta il bene di tutti. E lo stesso ha probabilmente fatto nei colloqui con i reali e con il premier socialista Zapatero.
«Il Papa è stato bene in Spagna – ha detto al re prima di congedarsi – e prega perché questo grande paese affronti le sfide del momento e continui ad avanzare nel cammino della concordia, della solidarietà, della giustizia e della libertà». In Spagna, e nei 193 paesi del mondo rappresentati in questi giorni a Madrid, per il Papa le giovani generazioni hanno molto da dare. Lui li vuole sostenere nella fede, e intanto li ha invitati a Rio per il 2013: «Ci incontreremo in Brasile».

Arriverci a Rio
L'annuncio della scelta di Rio de Janeiro quale sede della prossima Gmg fatto dal Papa è stato salutato con incontenibile entusiasmo dal folto gruppo di brasiliani presenti a Cuatro Vientos. «Spero di potervi incontrare fra due anni – ha detto loro il Papa in portoghese – nella Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, Brasile. Nel frattempo, preghiamo gli uni per gli altri offrendo testimonianza della gioia che nasce dal vivere radicati ed edificati in Cristo». «Cari giovani e amici di lingua portoghese – ha continuato Benedetto XVI – avete trovato Gesù Cristo. Vi sentirete controcorrente in mezzo ad una società dove domina la cultura relativista che rinuncia a cercare e a possedere la verità. È in questo particolare momento storico, pieno di grandi sfide e di opportunità, che il Signore vi ha inviato: perché grazie alla vostra fede continui a risuonare la Buona Novella di Cristo per tutta la terra. A presto.

© Copyright Gazzetta del sud, 22 agosto 2011

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