giovedì 20 ottobre 2011

Ci scrive Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela. Con gratitudine e commozione leggiamo le sue parole unitamente al testo completo della petizione

Qualche giorno fa ho rilanciato la notizia della petizione online preparata da Pietro Orlandi in riferimento alla tragica vicenda della scomparsa della sorella Emanuela.
Qui trovate il post nel quale avevo chiesto alcune delucidazioni. Oggi ci ha scritto Pietro Orlandi (possiamo essere sicuri al cento per cento della sua identita'). Personalmente mi ritengo pienamente soddisfatta delle risposte che ho ricevuto e, per questo, aderiro' senza indugi alla petizione online.
Come abbiamo gia' fatto in passato, mi sento in dovere di manifestare ancora una volta la solidarieta' del blog alla famiglia Orlandi che da quasi trent'anni non ha notizie di Emanuela. Speriamo e soprattutto preghiamo affinche' chi sa si faccia avanti ed aiuti la giustizia a fare il suo corso. Credo che ci siano molti modi per fare giungere notizie alla famiglia. Non e' necessario che noi veniamo a conoscenza anche delle virgole. E' pero' essenziale che la verita' si faccia strada. Mettiamoci un attimo nei panni della famiglia. Sopporteremmo di non avere notizie di un congiunto? Io no.
Di seguito riporto le parole di Pietro Orlandi (che trovate anche a commento di questo post) ed il testo (completo) della petizione.
Grazie a tutti per l'attenzione
.
Raffaella

Raffaella, non puoi capire quante volte mi sono rimproverato di non essermi esposto cosi tanti anni fa. Tu non puoi neanche immaginare la frustrazione e il senso di impotenza che subisco da 28 anni. Quando sparì Emanuela io ero un ragazzo ventenne, pieno di voglia di vivere e di amore per i miei familiari, condividevo il tempo libero nella parrocchia di Sant'Anna con gli amici. Da quel momento la mia vita non è stata più la stessa ed io, mio padre,mia madre e le mie sorelle ci siamo dovuti sorreggere gli uni con gli altri con la sola forza dell'amore e della fede. I primi tempi eravamo storditi, in casa nostra piombarono investigatori, magistrati, quelli dei servizi segreti, giornalisti e anche tanti sciacalli. Dal vaticano ci facevano sapere che se ne stavano occupando ma che era anche opportuno che la famiglia mantenesse il silenzio per non rischiare nulla sulla sorte di Emanuela. Noi eravamo irretiti dalla paura di perderla, di non rivederla mai più e per questo, anche se dal Vaticano non avevamo mai alcuna notizia, mantenemmo il silenzio. Comunque abbiamo ripetutamente fatto richieste di collaborazione alla Santa Sede e alla persona di Giovanni Paolo II, ma il silenzio, l'omertà o un'oscura ragion di Stato hanno impedito che ciò avvenisse. I magistrati italiani che seguivano le indagini, ogni volta che si avvicinavano ad una svolta cessavano di occuparsene o venivano trasferiti. Io nel frattempo ho girato tanti luoghi nel mondo inseguendo invano anche le piste poco credibili. Morto mio padre, credo oggi di non poter più mantenere alcun silenzio e sento il dovere di essere da esempio per i miei sei figli e per i molti giovani che hanno fede. Vorrei per loro un mondo fatto di amore, rispetto, VERITA' E GIUSTIZIA! non solo dallo Stato italiano ma anche dalla nostra Chiesa.
Adesso c'è un altro Papa e sono cambiati anche i tempi, l'informazione favorisce la condivisione, e per quanto riguarda me, anche le ricerche su mia sorella. Per quanto riguarda Papa Benedetto XVI, affido a lui le mie speranze per arrivare alla verità poichè uno dei punti fondamentali di questo pontificato è la purificazione della Chiesa.
Raffaella ti ringrazio e spero che tu capisca.
Ciao Pietro Orlandi

APPELLO-PETIZIONE AL PAPA PER LA VERITA' SU EMANUELA ORLANDI

Per aderire all'appello, il cui primo firmatario è Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, basta inviare una mail all'indirizzo:

petizione.emanuela@libero.it

precisando: “Aderisco alla petizione a papa Benedetto XVI per la verità su Emanuela Orlandi”
e specificando: NOME E COGNONE, INDIRIZZO E CITTA' DI RESIDENZA, NUMERO DI TELEFONO E PROFESSIONE

Roma 14 ottobre 2011

APPELLO A PAPA BENEDETTO XVI per la VERITA’ su EMANUELA ORLANDI

Sua Santità,
mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo di Stato e di rappresentante di Cristo in terra per chiederLe di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della Sua connazionale Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. Il sequestro di una ragazzina è offesa gravissima ai valori religiosi e della convivenza civile: a Emanuela è stata fatta l’ingiustizia più grande, le è stata negata la possibilità di scegliere della propria vita. Confido in un Suo forte e ispirato intervento perché, dopo 28 anni, gli organi preposti all’accertamento della verità (interni ed esterni allo Stato Vaticano) mettano in atto ogni azione e deliberazione utili a fare chiarezza sull’accaduto. Un gesto così cristiano non farebbe che dare luce al Suo altissimo magistero, liberando la famiglia di Emanuela e i tanti che le hanno voluto bene dalla straziante condanna a un’attesa perenne.

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