giovedì 20 ottobre 2011

Libia, il Vaticano auspica futuro di pace e rispetto per la morte di Gheddafi. Padre Lombardi: l'auspicio della Santa Sede è che cessino le violenze. La Santa Sede riconosce il Consiglio Nazionale di Transizione (Izzo)

LIBIA: VATICANO AUSPICA FUTURO PACE E RISPETTO MORTE GHEDDAFI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 20 ott.

"Auguriamo che questa giornata segni il passaggio ad un futuro che nei fatti e' gia' in corso. Un futuro di pace, armonia e sviluppo sociale per un popolo, quello libico, che ha patito grandi sofferenze".
E' questo l'auspicio espresso da monsignor Tommaso Caputo, nunzio apostolico a Malta e in Libia, nel giorno della morte dell'ex guida libica Muammar Gheddafi.
"La morte violenta - ha aggiunto il rappresentante vaticano in una dichiarazione all'agenzia missionaria Misna - e' sempre un evento drammatico e come tale merita rispetto". In serata, a margine della liturgia per la traslazione di una reliquia di Papa Wojtyla all'Ospedale Bambino Gesu', il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha esortato a "pregare e lavorare per la Libia", perche' possa avere "un futuro di pace". "Dobbiamo pregare e lavorare per questo", ha ripetuto.

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LIBIA: PADRE LOMBARDI, AUSPICIO S. SEDE E' CHE CESSINO VIOLENZE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 20 ott.

Davanti alla notizia della morte del colonnello Gheddafi, la Santa Sede auspica che, "risparmiando al popolo libico ulteriori violenze dovute a spirito di rivalsa o di vendetta, i nuovi governanti possano intraprendere al piu' presto la necessaria opera di pacificazione e di ricostruzione, con uno spirito di inclusione, sulla base della giustizia e del diritto; e che la comunita' internazionale sia impegnata nell'aiutare generosamente la riedificazione del Paese". Lo ha dichiarato il portavice vaticano, padre Federico Lombardi.
"La notizia della morte del colonnello - ha sottolineato padre Lombardi a nome della Santa Sede - chiude la troppo lunga e tragica fase della lotta sanguinosa per l'abbattimento di un regime duro e oppressivo". E "questa vicenda drammatica obbliga ancora una volta alla riflessione sul prezzo di sofferenza umana immensa che accompagna l'affermazione e il crollo di ogni sistema che non sia fondato sul rispetto e la dignita' della persona, ma sulla prevalente affermazione del potere".
"Per parte sua - assicura infine il portavoce vaticano - la piccola comunita' cattolica continuera' ad offrire la sua testimonianza e il suo servizio disinteressato in particolare nel campo caritativo e sanitario, e la Santa Sede si impegnera' in favore del popolo libico, con gli strumenti a sua disposizione nel campo delle relazioni internazionali, nello spirito della promozione della giustizia e di pace".

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LIBIA: PADRE LOMBARDI, S. SEDE RICONOSCE CNT

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 20 ott.

"La Santa Sede non ha proceduto ad un formale riconoscimento del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come governo della Libia", ma "atteso che il CNT si e' ormai insediato in modo effettivo come Governo a Tripoli, la Santa Sede lo considera il legittimo rappresentante del Popolo libico, conformemente al diritto internazionale". Lo ha affermato questa sera il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ricordando che ricordare che "e' prassi costante della Santa Sede, nello stabilire relazioni diplomatiche, riconoscere gli Stati e non i Governi".
"La Santa Sede - sono ancora parole di padre Lombardi - ha gia' avuto diversi contatti con le nuove autorità della Libia. In primo luogo la Segreteria di Stato, che ha la responsabilita' per i rapporti diplomatici della Santa Sede, ha avuto contatti con l'Ambasciata libica presso la Santa Sede, in seguito al cambiamento politico a Tripoli". Inoltre "durante la sua recente partecipazione all?Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti, ha avuto l'opportunita' di avere un colloquio con il rappresentante permanente della Libia presso l'Onu, Abdurrahman M. Shalgham. E piu' recentemente il Nunzio Apostolico in Libia, S.E. Mons. Tommaso Caputo, che e' residente a Malta, si e; recato a Tripoli per una visita di tre giorni (dal 2 al 4 ottobre) durante i quali ha incontrato il Primo Ministro del CNT, il Dott. Mahmoud Jibril. Mons. Caputo e' stato ricevuto anche presso il Ministero per gli Affari Esteri".
"In occasione di questi diversi incontri - ha concluso il portavoce - stata sottolineata da entrambe le parti l'importanza delle relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e la Libia. E la Santa Sede ha avuto l'opportunita' di rinnovare il suo appoggio per il popolo libico e il suo sostegno alla transizione. La Santa Sede ha augurato alle nuove autorità ogni successo nella ricostruzione del Paese. Mentre, "da parte loro i responsabili della nuova Libia hanno comunicato l'apprezzamento per gli appelli umanitari del Santo Padre e per l'impegno della Chiesa in Libia, soprattutto tramite il servizio negli ospedali o altri centri di assistenza di 13 comunita' di religiose (6 in Tripolitania e 7 in Cirenaica)".

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

voi siete d'accordo con l'esecuzione di gheddafi?

Raffaella ha detto...

Parlo per me, ovviamente!
Non sono assolutamente d'accordo con questo tipo di esecuzioni e le immagini della morte di Gheddafi mi hanno colpito molto.
Nessuno ha il diritto di uccidere un altro essere umano.
Capisco la rabbia, ma il colonnello andava consegnato alle autorita' per essere processato.
Ho trovato agghiaccianti i video della sua uccisione e non capisco perche' certe immagini siano state mostrare in televisione.
R.

Alessandra Mirabella ha detto...

@anonimo

Assolutamente no. Le immagini che ho visto mi hanno intristito molto. Avrei preferito un bel processo. Sarebbe servito per scaricare la rabbia...

Eugenia ha detto...

Concordo con i post di Raffaella ed Alessandra. Una violenza inaudita Gheddafi doveva subire un regolare processo. Le immagine che sono circolate sono terribili ed ancora ieri sera, sul TG5 anche se venivano criticate, sono state rimandate in onda. ESSERI UMANI PEGGIO DELLE BESTIE.