lunedì 27 giugno 2011

Domani l'annuncio della nomina del card. Scola ad arcivescovo di Milano (Izzo)

PAPA: DOMANI L'ANNUNCIO DELLA NOMINA DI SCOLA A MILANO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 27 giu.

Sara' pubblicata domani l'attesa nomina del cardinale Angelo Scola alla guida dell'arcidiocesi di Milano.
Lo annuncia "Vatican insider" il sito di informazione religiosa promosso dal quotidiano La Stampa.
E' possibile dunque che il patriarca di Venezia sia presente mercoledi', festa dei santi Pietro e Paolo, al rito celebrato dal Papa in San Pietro per ricevere il pallio con i 40 altri arcicescovi nominati quest'anno (gli italiani nell'elenco sono due; Cesare Nosiglia di Torino e Vincenzo Bertolone di Catanzaro-Squillace).
Il cardinale Dionigi Tettamanzi che lascia dopo 9 anni per ragioni di eta' diventera' amministratore apostolico della diocesi ambrosiana fino al momento dell'ingresso del suo successore, che avverra' con molta probabilita' nella seconda meta' di settembre.
Scelto dal Pontefice dopo un'ampia consultazione che ha visto prevalere la sua figura di teologo sicuro (docente per molti anni e poi rettore dell'Universita' Lateranense) e brillante pastore (ha guidato anche la diocesi di Grosseto e a Venezia ha ottenuto straordinari risultati) su altri candidati meno caratterizzati, Scola ha partecipato al conclave del 2005 che ha eletto Jospeh Ratzinger e ha continuato a mantenere un rapporto personale con il Pontefice del quale e' consoiderato un fedelissimo discepolo fin dai tempi della rivista "Communio" nella cui redazione figurava peraltro anche il cardinale Marc Ouellet, l'attuale prefetto della Congregazione dei vescovi che ha istruito le pratiche relative alla nomina.
Avendo quasi 70 anni, Scola potra' guidare la Chiesa di Milano per meno di un decennio ma questo tempo - secondo il Papa - bastera' a dare una impronta diversa a una realta' che appare ancora troppo legata all'immagine "anti-romana" del cardinale Carlo Maria Martini.
Tettamanzi, che aveva 68 anni e mezzo al momento dell'ingresso a Milano, nonostante nove anni di episcopato (grazie a un biennio concessagli dalla Santa Sede) in questo non e' riuscito.
La diocesi di Milano e' una delle più importanti e vaste del mondo: conta 1107 parrocchie, ragguppate in 73 decanati e in 7 zone pastorali. Il numero degli abitanti e' superiore ai 5 milioni. I preti impegnati nella pastorale sono circa tremila (duemila diocesani e mille religiosi), i parroci sono piu' di 800.

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Cacciari, il Serenissimo: "Scola sarà un cardinale manager aperto al dialogo con l'Islam"


Milano, 23 giugno 2011 - Lui, sindaco della Serenissima. Il cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia. Un legame fortissimo, «di stima e amicizia reciproca», che va al di là del mero rapporto istituzionale coltivato nei cinque anni di «condominio» ai vertici della città lagunare. Il filosofo Massimo Cacciari e il teologo di Malgrate, favorito numero uno nella corsa alla successione di Dionigi Tettamanzi come nuovo arcivescovo di Milano. L’ex primo cittadino non ha dubbi: «Se qualcuno si aspetta discontinuità sul dialogo con il diverso, casca male».

Cacciari, dal 2005 al 2010 lei ha condiviso con Scola la guida di Venezia. Che anni sono stati?
«Si è sviluppato tra noi un rapporto di enorme stima, credo reciproca. Grande correttezza istituzionale, comprensione sui temi di comune interesse. E soprattutto una capacità innata di aprirsi a posizioni lontane dalle sue».
Che idea si è fatto di Scola come uomo di Chiesa?
«Un prete con un’impostazione manageriale: basti pensare all’importanza della Fondazione Studium Generale Marcianum, ai progetti editoriali. Non è solo un pastore, come il vecchio Patriarca Marco Cè o Dionigi Tettamanzi. Dal punto di vista organizzativo, credo che si presenterà con uno stile di lavoro molto diverso rispetto al recente passato».
A Milano c’è grande attesa per l’arrivo di Scola, dato ormai per certo. Tutti si chiedono: “Che posizioni prenderà su temi come la moschea e l’emergenza rom?”
«Su temi come la bioetica, Scola ha posizioni molto dure, che non si discostano dai dettami ufficiali della Chiesa. Tuttavia, se qualcuno si attende discontinuità su questioni come accoglienza e dialogo interreligioso si sbaglia di grosso. Voglio ricordare che uno dei capisaldi del suo pensiero è il “meticciato di civiltà”, propugnato anche da una fondazione internazionale, Oasis, finalizzata all’incontro tra l’Occidente e l’Islam».
Il nodo moschea è stato al centro dell’ultima campagna elettorale: il sindaco Giuliano Pisapia è favorevole alla realizzazione di luoghi di culto per i musulmani. Secondo lei, come si porrà Scola in questo dibattito?
«Da sindaco di Venezia ebbi un incontro con i rappresentanti delle comunità islamiche: indicai loro alcuni terreni sui quali costruire la moschea e dissi “comprateli e ne parliamo”. Scola era perfettamente d’accordo con me. Del resto, lui si è sempre speso per trovare sistemazioni adeguate ai fedeli di altri credi religiosi».
Negli anni scorsi, Tettamanzi è stato attaccato dal centrodestra per le sue posizioni sui rom. A Venezia vi siete mai confrontati su questo tema?
«Le racconto un episodio emblematico. Quando a Venezia la mia amministrazione aprì il nuovo campo attrezzato per rom e sinti, arrivarono subito le critiche di Pdl e Lega Nord. Sa cosa fece Scola?».
Cosa?
«Inviò un suo rappresentante a celebrare messa il giorno dell’inaugurazione della struttura».
Dobbiamo aspettarci un arcivescovo interventista?
«Scola farà sempre sentire la sua voce, ovviamente con estrema correttezza e rispetto dei ruoli».
Spesso si tira in ballo la sua vicinanza a Comunione e Liberazione.
«Questo legame con Cl ci sarà anche, ma a Venezia non se n’è sentito il peso: basta dare un’occhiata ai collaboratori dei quali si è circondato».
Qualche giorno fa, il neosindaco Pisapia ha incontrato Tettamanzi, che all’indomani del ballottaggio aveva benedetto il popolo arancione di piazza Duomo. Si rinnoverà l’intesa tra Curia e Palazzo Marino?
«Penso proprio di sì. Se Pisapia, come credo, si dimostrerà intelligente e dialogante, non avrà alcun problema con Scola: io mi ci sono trovato benissimo».

di Nicola Palma

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/06/23/529851-cacciari_serenissimo.shtml

Anonimo ha detto...

A Milano il problema è principalmente interno alla Chiesa: la curia, quasi tutti i vicari episcopali, molti sacerdoti, tutto lo staff "culturale" (SDOP, seminari, ISSR, sito, riviste) è intriso di modernismo, rivolto a teologi non senza tendenze ereticheggianti, poco avvezzo alla devozione orante e molto al dibattito politico...
Martini, dall'alto della sua intelligenza, non lo ha governato, ma l'ha almeno guidato.
Tettamanzi ne è stato letteralmente travolto.
Quindi non è certo da Pisapia, i rom o l'Islam che il card. Scola dovrà guardarsi. Però rimettere i puntini sulle i ab intra sarà faticosissimo. Si viene dal delirio e dall'anarchia. C'è gente oggettivamente imbarazzante in posti chiave...
Un ambrosiano fiducioso, ma realista

Raffaella ha detto...

Concordo!
Sono fiduciosa, prego per il nuovo vescovo, ma il compito che ha di fronte e' immane.
Concordo anche sul fatto che, come il Papa, non e' dall'esterno che deve guardarsi.
R.

Fabiola ha detto...

Cara Raffaella, suppongo lo sappia.
Io sono divisa tra la gioia e il dispiacere umano per lui, che lascia gente che lo ama e lo stima per venire qui...e non aggiungo altro. Ma credo che questo sia dire sì a Cristo, nella Chiesa che è Sua.
Che il Signore lo aiuti.

Anonimo ha detto...

Non si puo' non concordare con il post di Fabiola. Scola a Venezia e' stat uno dei piu' grandi pastori, ammirevole x come ha saputo apprezzare il patriarca Marco e il fecondo rapporto con Pizziol. Uomo di grande fede e pastoralmente eccezionale. Venezia ne perde. preghiamo il Signore perche' assista il Santo Padre x il nuovo pastore della Serenissima

Anonimo ha detto...

Sursum corda gente! Il Signore ha avvertito i suoi apostoli che la strada non sarebbe stata cosparsa di rose e fiori. Spero che il card. Scola si dimostri coraggioso come Papa Benedetto e, sempre come papa Benedetto, non tema di andare controcorrente sfidando l'impopolarità. Se così sarà la gente, i piccoli lo ameranno.
Alessia