giovedì 9 giugno 2011

Rom in pellegrinaggio per incontrare il Papa (Roma Sette)

Rom in pellegrinaggio per incontrare il Papa

Rom, sinti e caminanti italiani e europei a Roma l'11 e il 12 giugno per l'udienza da Benedetto XVI. «Sono i rappresentanti di 12 milioni di persone che vivono in Ue e di 170 mila in Italia»

da Redattore Sociale

L'11 e 12 giugno si ritroveranno in migliaia nella capitale, i rom, sinti e caminanti italiani ed europei, per un pellegrinaggio che li porterà in udienza da Papa Benedetto XVI il sabato 11 a mezzogiorno, mentre la domenica 12 – presso la cappella “a cielo aperto” attigua al santuario romano del Divino Amore – il vescovo di Avezzano Pietro Santoro presiederà alle ore 11 la Messa, a cui parteciperà la rappresentanza dei 170 mila rom italiani; la celebrazione sarà trasmessa in diretta da Rai Uno. “Figli di uno stesso Padre... nel cuore della Chiesa” lo slogan scelto per un appuntamento particolarmente significativo, che si celebra a 150 anni dalla nascita del Beato Ceferino Giménez Malla (1861-1936), chiamato più popolarmente Zefirino: si tratta del primo gitano beatificato dalla Chiesa, il 4 maggio del '97 (durante il pontificato di Giovanni Paolo II), fucilato per la sua fede durante la guerra spagnola.
A promuovere l'evento, il Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e gli itineranti insieme alla Fondazione Migrantes (http://www.migrantes.it/) della Conferenza episcopale italiana, con la collaborazione della Comunità di Sant'Egidio, che ricorda: «Rom, sinti, caminanti sono presenti in Italia dal quindicesimo secolo. Sono i rappresentanti di 12 milioni di persone che vivono in Europa e di 170 mila persone che vivono nelle città e regioni italiane, di cui il 60% italiani e il 50% sono bambini e ragazzi». Nel dettaglio, sabato 11 alle ore 10 rom, sinti e caminanti si ritroveranno in Piazza San Pietro, in attesa di incontrare alle 12 il Pontefice. Alle ore 18 è prevista una celebrazione della Parola, presieduta dal vescovo Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e itineranti, presso la chiesa di San Bartolomeo all'Isola Tiberina, dove avverrà la posa della reliquia del Beato Zefirino nell’altare dei Martiri della rivoluzione spagnola.
Domenica 12, presso la cappella dedicata al Beato nel complesso del Divino Amore, concelebrerà la messa anche monsignor Vegliò. Un luogo particolarmente caro ai rom cattolici, da sempre pellegrini in questo santuario dove nel '97 saliva agli onori degli altari un membro del loro popolo, di cui ogni anno celebrano la memoria liturgica il 4 maggio, dandosi appuntamento sempre al Divino Amore. Dove è sorta una cappella a cielo aperto, con la forma simbolica della ruota. Accanto, il monumento in bronzo in onore di Zefirino è stato realizzato da Bruno Morelli, artista rom abruzzese – residente a Tivoli, alle porte di Roma – che ha scolpito e dipinto poco distante anche il memoriale in onore del Porrajmos (“divoramento”, in romanés), sterminio di mezzo milione di zingari da parte dei nazisti. Suoi anche i rilievi in terracotta; invece il piatto in rame sbalzato, collocato al centro dell'altare, è opera del rom kalderash Primo Hudorovich. Infine, la croce in ferro battuto con filo spinato, apposta sul cippo dell'olocausto, è stata forgiata dal sinto Marcello Cacciaroni.

http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=7207

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