venerdì 10 giugno 2011

Scola a Milano, sì dei vescovi. Nomina nelle mani del Papa (Corriere del Veneto)

Scola a Milano, sì dei vescovi
Nomina nelle mani del Papa


Partito il toto-successione, Forte e Parolin tra i papabili al posto del patriarca. L’indicazione già domani a Ratzinger. Vicino l’addio a Venezia

VENEZIA — Per il patriarca Angelo Scola la strada per Milano è da giovedì in discesa. La Congregazione dei Vescovi si è infatti riunita in Vaticano per discutere, tra i vari punti in agenda, la nomina del nuovo arcivescovo del capoluogo lombardo. Tre i nomi della terna: oltre quello di Scola, quello del vescovo di Rimini Francesco Lambiasi e quello dell'osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa Aldo Giordano. Al termine della discussione, i prelati avevano il compito di dare una preferenza da sottoporre a papa Benedetto XVI, al quale spetta ovviamente la decisione finale. E' ben noto che Ratzinger ha sempre desiderato Scola come successore del cardinale Dionigi Tettamanzi: al nostro porporato lo unisce uan lunga amicizia, la collaborazione con la rivista Communio, e soprattutto la stessa visione ecclesiale. Un legame che ha avuto la testimonianza più alta nella recente visita del Papa alla diocesi che fu di San Pio X e Papa Giovanni: per la prima volta la visita dei Benedetto in una diocesi italiana è durata più di una giornata. Ma torniamo alla riunione di giovedì.
La terna si è trasformata in un poker, con l’aggiunta di Gianfranco Ravasim, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, biblista coltissimo che però non è nelle grazie di questo Papa. Secondo le prime indiscrezioni, la preferenza della Congregazione sembra essere caduta sul patriarca, seguendo quindi la linea indicata (non esplicitamente) dal Papa. La terna e il risultato della discussione saranno sottoposti al Papa forse già domani. Quindi, in assenza di clamorose sorprese, entro fine mese il Santo Padre potrebbe nominare Scola arcivescovo di Milano. Gettandoci avventatamente nelle previsioni l'entrata del cardinale a Milano potrebbe avvenire già in settembre. E qualcuno parte già con il totosuccessore alla cattedra lagunare. I primi due nomi che circolano sono quelli di monsignor Pietro Parolin, nato a Schiavon, diocesi di Vicenza, nel 1955, già sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e dal 2009 nunzio in Venezuela, legato all'ala cosiddetta silvestriniana, e quello di Bruno Forte, napoletano di 62 anni, che a Venezia ha un nutrito gruppo di amici.
A suo sfavore gioca una visione ecclesiale e teologica accesamente progressista, che in passato si è spesso trovata agli antipodi del Ratzinger-pensiero. Scola avrebbe quindi superato i due ostacoli che si trovavano sulla sua nomina. Da una parte l’età, nato a Malgrate (Milano) quasi 70 anni fa, avrebbe di fronte a sè circa 7-8 anni di governo diocesano, non molti per una diocesi complessa come quella ambrosiana. Dall’altra la provenienza: discepolo di don Giussani, Scola è stato spesso etichettato come «ciellino». Ma anche questo «limite» è stato brillantemente superato dal porporato, che negli anni veneziani ha saputo dialogare con tutte le anime e movimenti della sua diocesi, con equilibrio e abilità. Saldo nella dottrina, il patriarca (figlio di un camionista, come ricorda spesso) è stato molto attento ai problemi sociali della città, dal caso Vinyls al sistema scolastico. Li ha affrontati non solo con le parole, ma con le opere, a volte con piglio manageriale. Basta ricordare l’istituzione del polo Marcianum, la sua creatura più riuscita, che ora, in caso di trasferimento di Scola a Milano, potrebbe soffrirne.

C.R.

© Copyright Corriere del Veneto, 10 giugno 2011 consultabile online anche qui.

7 commenti:

Frank ha detto...

"Gianfranco Ravasim, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, biblista coltissimo che però non è nelle grazie di questo Papa"

Già, Benedetto XVI ha così poca stima di Gianfranco Ravasi che lo ha chiamato a Roma alla guida del Pontifico consiglio della Cultura e lo ha creato Cardinale. Sembra piuttosto un caso lampante di giornalista che proietta sul Papa le proprie personalissime opinioni.

Anonimo ha detto...

Comunque l´idea di coinvolgere la congregazione dei vescovi a questo livello è stata un colpo di genio: ora che le consultazioni, più d´una, sono finite e dopo la riunione di ieri, nessuno potrà dire, se il Papa sceglierà card. Scola, che non sia stata una nomina condivisa!!!

Jacu

gemma ha detto...

ma a Venezia non ci pensa nessuno?

Anonimo ha detto...

Per Venezia, come per Milano, c'è da sperare che: ne' Ravasi, ne' Parolin, ne' Forte...
Magari Giordano...

fr. A.R. ha detto...

Ma vi rendete conto degli strafalcioni infilati in questo articolo che ricucina brodo di altri (e anche stantio), sbagliando perfino i nomi dei cardinali!!!

Anonimo ha detto...

Fr.ar., perdoni l'ignoranza, può essere più preciso?

Anonimo ha detto...

Un altro mediocre alla guida di una importantissima diocesi italiana. Spiace vedere come il profilo degli attuali cardinali italiani sia piuttosto basso, almeno sotto il profilo della fede e della devozione.
Scola è uno che, come tutti gli altri, non mette in pratica gli esempi celebrativi di Benedetto XVI e non celebra la Messa VO che sta tanto a cuore del Pontefice. Che futuro può avere l'ermeneutica della continuità e la riforma della riforma con cardinali del genere?