martedì 19 luglio 2011

Il Papa ha ricevuto il primo ministro della Malaysia che stabilirà relazioni diplomatiche con la Santa Sede (Asca)

PAPA: RICEVE PREMIER MALESIA, STABILIRA' RELAZIONI DIPLOMATICHE

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 18 lug

Papa Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza, a Castel Gandolfo il primo ministro della Malaysia, Najib Bin Abdul Razak, che poi ha incontrato il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone e mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. Il premier, il cui colloquio personale col papa e' durato circa 20 minuti, era accompagnato dalla consorte, dai ministri degli Esteri e dell'Industria, da rappresentanti religiosi musulmani come Tan Sri Dr Abdul Shukor Husin, presidente del Consiglio nazionale della Fatwa, e dall'arcivescovo di Kuala Lumpur.
''Nei cordiali colloqui - riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana - sono stati evocati i positivi sviluppi nei rapporti bilaterali e si e' concordato di stabilire le relazioni diplomatiche tra la Malaysia e la Santa Sede.
Inoltre, si e' passato in rassegna la situazione politica e sociale nel mondo e nel Continente asiatico, con particolare riferimento all'importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace, della giustizia e della maggiore comprensione tra i popoli''.
Il premier, musulmano, ha ricordato di essere stato alunno di una scuola cattolica retta dai Lasalliani. Papa Ratzinger gli ha regalato una ceramica con una veduta di Piazza San Pietro e ha ricevuto in cambio un pregiato ricamo floreale, caratteristico del Paese.
Secondo il gesuita p. Lawrence Andrew, sacerdote di KualaLumpur e direttore dell'Herald, il settimanale cattolico dell'Arcidiocesi della capitale malese, quello che porta all'instaurazione delle relazioni diplomatiche ''e' un cammino che si sta percorrendo, ed e' molto positivo''.
''D'altronde - aggiunge - quello malaysiano e' uno dei governi maggiormente democratici del Sudest asiatico e, nonostante alcuni problemi, vedo pochi ostacoli''.
''Avere un Nunzio Apostolico stabile a Kuala Lumpur, potrebbe avere molte conseguenze positive sulla Chiesa e su tutta la comunita' cristiana in Malaysia'' spiega p. Andrew, interpellato dall'agenzia Fides: ''Miglioreranno le comunicazioni fra il governo e la Chiesa. Inoltre e' per noi cristiani l'opportunita' di diventare visibilmente una grande 'banca morale', cioe' un punto di riferimento per la moralita', per la diffusione e la tutela dei valori, per combattere corruzione, abusi e gli altri mali che affliggono la vita nazionale''.
La Chiesa cattolica in questi giorni e' stata anche criticata in Malaysia perche' promuovere l'incontro, secondo alcuni, ''contribuisce a restaurare l'immagine internazionale del governo dell'UMNO (United Malays National Organization), guidato da Najib Razak, oggi molto debole''. P. Andrew, a tale proposito, dice: ''L'intento non e' questo: la Chiesa continuera' ad essere se stessa, a proclamare la verita', a difendere i valori fondamentali come la dignita' della persona e la liberta' religiosa: in tal modo vogliamo contribuire allo sviluppo del paese''.
''Le maggiori questioni che ci riguardano - prosegue - restano sul tavolo: l'uso del termine Allah per i non musulmani; la libera circolazione delle Bibbie; la battaglia per l'eliminazione della pena di morte; il rispetto delle liberta' e dei diritti umani fondamentali, senza alcuna discriminazione. Su tali questioni, valuteremo i passi concreti dell'esecutivo'' spiega il Direttore dell'Herald.
Quanto alle recenti manifestazioni nel Paese, sul modello di quelle della 'primavera araba', per il gesuita, ''il governo e la polizia continuano a intimidire le persone. Sei attivisti sono ancora in carcere e vi sono vari tentativi di limitare le liberta'. Ma il messaggio al governo e' giunto chiaro: trasparenza e legalita' nelle prossime elezioni, che siano realmente libere e democratiche. Una istanza che unisce cristiani, musulmani e credenti delle altre religioni''.
In Malaysia i musulmani rappresentano il 60% della popolazione, i buddisti sono circa il 20% i cristiani il 10% (fra i quali circa un milione di cattolici), gli induisti il 6,3%, e vi sono poi minoranze di taoisti, confuciani e seguaci di culti tradizionali.

© Copyright Asca

Nessun commento: