martedì 19 luglio 2011

L'abbraccio di Pietro. Cinquanta giovani turchi alla Gmg di Madrid con un "sogno" (Sir)

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TURCHIA

L'abbraccio di Pietro
Cinquanta giovani alla Gmg di Madrid con un "sogno"


"Abbracciare il Papa": parlare di Giornata mondiale della Gioventù di Madrid con il vice parroco di Mersin, il polacco padre Macek Sokolowski, significa dare voce al gruppo degli oltre 50 giovani turchi che andranno in Spagna fra meno di un mese. Nel loro zaino non solo il kit del pellegrino ma un grande desiderio, quello di vedere, ascoltare e magari "abbracciare Benedetto XVI".

Ricordare mons. Padovese. "Da Mersin - racconta a SIR Europa il religioso che con un altro sacerdote accompagnerà il gruppo - partiranno sette persone, studenti e lavoratori. Gli impegni non hanno permesso loro di prepararsi molto per Madrid, tuttavia hanno superato le difficoltà, anche geografiche, ritrovandosi durante l'anno, a Natale del 2010, a Pasqua in modo particolare, per condividere e pregare insieme. Due settimane fa siamo stati a Iskenderun, dove viveva mons. Luigi Padovese, il compianto vicario apostolico ucciso a giugno dello scorso anno, per incontrare un altro giovane che si unirà a noi. A guidarci in questo cammino di avvicinamento alla Gmg sono un gruppo di laici americani, che conosciamo da molti anni. Ma non saremo gli unici a partire: da Istanbul si stanno preparando altri 50 giovani che conosceremo fra pochi giorni".

Tra sogno e realtà. Il desiderio di stare con il Papa a Madrid è talmente grande che "non hanno mai smesso di lavorare per rendere il sogno realtà". E le difficoltà non mancano: "Il morale del gruppo è alle stelle, hanno grande voglia di partire e di conoscere i loro coetanei e questo nonostante i tanti ostacoli soprattutto organizzativi che si frappongono. Le cose da fare sono tante e lo stesso Governo non nutre molta fiducia e concede i permessi con difficoltà in quanto teme che i giovani possano, con la scusa della Gmg, uscire dal Paese e non farvi ritorno. Da questo punto di vista abbiamo scelto i più impegnati nelle nostre chiese, coloro che prestano servizio pastorale a favore dei bambini, del coro, della Caritas". Le difficoltà sono anche di natura economica, "i giovani hanno contribuito a pagare personalmente il 50% del costo del viaggio, 750 euro a fronte di uno stipendio medio mensile di 300-400 euro, e dell'iscrizione; il resto arriva dai vescovi, dal lavoro manuale degli stessi giovani e da qualche benefattore".

L'abbraccio della Chiesa. Padre Macek non sottovaluta l'importanza dell'incontro con altri coetanei di ogni parte del mondo ma ancor più lo è quello "con il Successore di Pietro dal quale desiderano essere confermati nella fede, loro che vivono in un contesto a larghissima maggioranza musulmana. In Turchia, a differenza dei Paesi europei, i media non danno molto spazio al Pontefice e alle sue attività. Dobbiamo poi pensare al fatto che questi giovani, soprattutto quelli che vengono da Mersin portano nel cuore il vuoto lasciato dalla morte inaspettata, violenta, di mons. Padovese, che sperano possa essere colmato dall'arrivo quanto prima di un nuovo pastore". Ad alimentare questo sogno è anche il tema della Giornata - "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" - dal quale, spiega il vice parroco, "i nostri giovani si sentono fortemente interpellati. Abbracciare il Successore di Pietro è sentire l'abbraccio della Chiesa universale. Per loro è un segno di appartenenza e di identità all'interno di una società islamica. E non è un caso che tra i nostri giovani ce ne siano di riti diversi e persino ortodossi che frequentano abitualmente le nostre chiese. Viviamo di ecumenismo, non ne parliamo".

La forza della testimonianza. "In Turchia - aggiunge padre Macek - facciamo di tutto per creare un ambiente cristiano nel quale far vivere i nostri fedeli, giovani e meno giovani. Ora la Gmg permette loro di vedere cosa è la Chiesa, molto più grande rispetto al piccolo gregge turco. Speriamo che da questa esperienza i giovani possano trarre la forza necessaria per testimoniare con più forza il Vangelo e la speranza che da esso proviene. I frutti della Gmg - conclude - ci sono noti poiché li abbiamo visti con i nostri occhi anche qui in Turchia, da quei giovani che sono stati a Roma, a Toronto, a Parigi, a Sydney. Abbiamo visto tante belle conversioni. Molti giovani sono diventati oggi degli ottimi cristiani. Quale testimonianza più grande?".

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1 commento:

roberto ha detto...

Voglio lodare il Signore per il grande dono di giovanni paolo II,perchè mi accorgo di quanto bene ha fatto alla chiesa anche attraverso la gmg. Vedo come questo evento davvero mobilita la fede dei giovani,è davvero un evento nella vita,nella chiesa,negli stati,è una GRAZIA. la fede davvero smuove le montagne.la fede deve essere un fatto totalizzante,globale incisivo,altrimenti moriamo.