venerdì 15 luglio 2011

Padre Cervellera: Davanti ai duri colpi inferti alla Chiesa Cattolica in Cina il mondo resta sostanzialemente indifferente (Izzo)

VATICANO-CINA: PADRE CERVELLERA, MONDO RESTA INDIFFERENTE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 14 lug.

Davanti ai duri colpi inferti alla Chiesa Cattolica in Cina il mondo resta sostanzialemente indifferente.
Lo rileva padre Bernardo Cervellera, il direttore di AsiaNews, osservando che oggi "il delfino bianco dello Yangze, in estinzione a causa dell'inquinamento in Cina, strappa piu' lacrime dell'estinzione della liberta' in un Paese che e' destinato a dominare il mondo e che usa con tranquillita' metodi polizieschi", sequestrando ad esempio dei presuli per costringerli a compiere consacrazioni sacrileghe o sottoporli al cosidetto "lavaggio del cervello".
In una nota, il sacerdote del Pime spiega che il Papa esprime "dolore e preoccupazione anche per la vita di questi vescovi".
"Per l'ordinazione di Shantou, monsignor Paolo Pei Junmin di Liaoning - rivela Cervellera - e' riuscito a non muoversi dalla sua diocesi, aiutato da tutti i suoi sacerdoti che con lui sono rimasti a pregare per giorni, perche' il vescovo non fosse sequestrato. Un altro pastore, monsignor Cai Bingrui di Xiamen e' riuscito a nascondersi. Ma ora e' ricercato dalle autorita' del governo. Nel dicembre scorso, un altro vescovo, monsignore Li Lianghui di Cangzhou nella regione dell'Hebei, si era nascosto per non partecipare a un altro gesto contro il Papa, cioe' all'Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi. La polizia lo ha ricercato per giorni come un 'criminale' e dopo averlo trovato, lo ha costretto a tre mesi di isolamento e lavaggio del cervello, per convincerlo della bonta' dei metodi del Partito verso la Chiesa". Secondo il direttore di AsiaNews "e' possibile che anche monsignor Pei e monsignor Cai vengano sottoposti a isolamento e sessioni politiche, che li strappano dal loro ministero e li distruggono dal punto di vista psicologico".
Ma, lamenta il sacerdote sinologo, "nonostante tutto cio', dobbiamo dire che a condividere il dolore e la preoccupazione del Papa sono troppo pochi. E questo - conclude - anzitutto nella Chiesa: la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, voluta da Benedetto XVI e implorata con l'appello dello scorso 18 maggio, ha trovato pochissime diocesi pronte a a pregare per la Chiesa in Cina, i vescovi perseguitati e quelli opportunisti".

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche le diocesi sono diventate opportuniste. Che caspita, non si critica il dragone cinese!
Alessia