martedì 5 luglio 2011

Il Papa in visita all'Osservatore Romano in occasione del 150° anniversario di fondazione (Asca)

PAPA: IN VISITA A OSSERVATORE ROMANO PER 150* ANNIVERSARIO

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 5 lug

E' un periodo di grande innovazione per i media vaticani, con il lancio, lo scorso 29 giugno, del portale multimediale news.va che integra tutti i mezzi di informazione della Santa Sede in un unico sito. Ma questo non significa che anche il Vaticano abbia deciso di dichiarare 'morta' l'informazione su carta per puntare tutto sul web.
Anzi, a 150 anni dalla sua fondazione, l'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, ha ricevuto oggi la visita di papa Benedetto XVI che ha manifestato una grande fiducia nel futuro del 'proprio' giornale.
In un tempo in cui le notizie sono onnipresenti e strabordanti, il pontefice ha sottolineato come, di fronte al flusso delle informazioni, sia ''sempre necessaria una scelta, un discernimento'': ''Nessuno puo' informare su tutto''. Per questo, ha aggiunto, ''e' decisivo nella presentazione dei fatti il criterio di scelta'', ''e sappiamo bene che le scelte delle priorita' oggi sono spesso, in molti organi dell'opinione pubblica, molto discutibili''.
Sotto la testata del quotidiano pontificio campeggiano due motti: 'Unicuique suum' e 'Non praevalebunt'.
Il primo, ha ricordato questa mattina il direttore della testata, Giovanni Maria Vian, ''e' un principio della filosofia antica, quello della giustizia, tratto dal diritto romano''; l'altro, ''e' un detto di Gesu' nel Vangelo di Matteo, lo stesso che contiene il 'Tu es Petrus'''.
''Questa - ha commentato papa Ratzinger - e' una sintesi caratteristica per la cultura del mondo occidentale''. Nel giornale del papa si fondono ''due criteri insieme: la giustizia, che rispetta ognuno, e la speranza che vede anche le cose negative nella luce di una bonta' divina della quale siamo sicuri per la fede''. Criteri che, per il pontefice, ''aiutano ad offrire realmente un'informazione umana, umanistica, nel senso di un umanesimo che ha le sue radici nella bonta' di Dio''.
Quello dell'Osservatore Romano, ha scritto ancora Benedetto XVI in una lettera inviata al 'suo' giornale il 30 giugno, e' stato ''un lungo e significativo cammino ricco di gioie, di difficolta', di impegno, di soddisfazioni, di grazia''. Il giornale ebbe si' origine ''in un contesto difficile e decisivo per il Papato'', ''con la consapevolezza e la volonta' di difendere e sostenere le ragioni della Sede Apostolica, che sembrava essere messa in pericolo da forze ostili''.
Ma oggi, questo ''quotidiano 'singolarissimo''' si presenta in un tempo ''segnato spesso dalla mancanza di punti di riferimento e dalla rimozione di Dio dall'orizzonte di molte societa''' come un '''giornale di idee', come un organo di formazione e non solo di informazione''. L'invito di Benedetto XVI e' stato quello di continuare ''l'apertura a nuove firme'', soprattutto femminili, e di accentuare ''la dimensione e il respiro internazionali presenti sin dalle origini del quotidiano, dopo centocinquant'anni di una storia di cui puo' andare orgoglioso''.

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