giovedì 3 novembre 2011

Forum sugli abusi all’infanzia. Mons. Scicluna: cooperare con le autorità civili per punire i responsabili (R.V.)

Forum sugli abusi all’infanzia. Mons. Scicluna: cooperare con le autorità civili per punire i responsabili

“Il mondo dei bambini e l’abuso dei loro diritti”: il punto, oggi, in un Convegno a Roma, ospitato dal Senato, promosso dal Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (Icmec), nato a Bruxelles, e dall’associazione italiana Telefono Azzurro, in collaborazione con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e la Mayo Clinic statunitense. Tra i relatori, mons. Charles Scicluna, promotore di Giustizia nella Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha ribadito la necessità del diritto dovere di denunciare gli abusi e la collaborazione con le autorità civili per punire i responsabili. Servizio di Roberta Gisotti:

Gli abusi sui minori sono “un’indegna piaga” da eliminare; un mondo che nega i diritti dell’infanzia “è un mondo insicuro e privo di speranza”: il monito del presidente della Repubblica italiana Napolitano, nel messaggio in apertura del Forum internazionale che vede riuniti esperti, personalità politiche ed esponenti ecclesiali. I dati sono impietosi: ogni anno nel mondo scompaiono 8 milioni di bambini e quasi 2 milioni sono vittime di sfruttamento. Un fenomeno in crescita in ambiti familiari, ma anche in comunità educative e attraverso la Rete internet. C’è poi un aspetto ancor più inquietante che mette in luce il prof. Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro:

R. – La cosa che colpisce è che gli autori di questi reati sessuali non sono soltanto persone di età matura, ma sono persone giovani e spesso la violenza tra coetanei sta diventando un fenomeno anche più grave di quanto si pensasse anni fa.

D. – Da questo Convegno partirà un appello per un’azione globale per fermare gli abusi sui bambini. Ma, a dire il vero, l’impressione è che diritti dei bambini, in quest’epoca di gravi preoccupazioni economiche, siano stati - come dire - accantonati …

R. – Va detto che in un momento di crisi, purtroppo il mondo degli adulti privilegia i propri interessi dimenticando l’investimento sulle nuove generazioni. L’abuso all’infanzia si può prevenire, si può affrontare. Purtroppo, sappiamo che gli interventi sulle vittime sono pochi, gli interventi sugli autori di questi reati sono ancora molto rari, manca la collaborazione internazionale perché un bambino straniero che vive nel nostro Paese e si trasferisce in altri Paesi, spesso è anche vittima di traffico e di sfruttamento che coinvolge, ovviamente, mercati molto ricchi. E devo dire che le leggi nazionali non bastano più: occorrono leggi europee, però coinvolgendo anche il mondo scientifico, il mondo delle imprese, perché non basta più la legge da sola, non basta più la singola iniziativa, non basta più la singola associazione ma occorre veramente un impegno globale. Ed è per questo che noi abbiamo coinvolto anche fortemente la Chiesa italiana, perché possa essere accanto in questo percorso.

D. – Ad esempio, chi si preoccupa più in Italia di tutelare i minori davanti agli schemi di Tv, computer ed anche cinema? Si vede di tutto e di più. L’infanzia violata tra l’indifferenza generale …

R. – Purtroppo, passano nel mondo dei media messaggi assolutamente inaccettabili che coinvolgono i bambini, sia in televisione, sia nella rete, e ogni volta che si interviene si è visti come moralisti retrogradi. In realtà – a mio avviso – i valori fondanti di una comunità devono passare attraverso i mezzi di comunicazione, e questo vuol dire anche aiutare le famiglie ad affrontare meglio questi problemi, perché da soli i bambini guardano cose in televisione che spesso sono fortemente tossiche. E credo che noi dobbiamo in qualche modo riprendere in considerazione il valore dei media come strumento positivo di educazione e di sviluppo, così come d’altra parte il mondo della scuola deve aiutare i bambini a conoscere meglio l’uso di questi strumenti e deve anche aiutare gli adulti – i genitori, soprattutto – ad accompagnare i bambini a conoscere le reti e anche i mezzi di comunicazione perché possano anche criticamente valutare gli aspetti positivi di questi strumenti, ma anche quelli negativi, difendendosi anche, chiudendo il canale o evitando sulla rete contatti che sono sicuramente in certi casi pericolosi. (gf)

Tra i relatori del Forum anche mons. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, e mons. Charles Scicluna, promotore di Giustizia nella Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha concluso i lavori della mattinata, sottolineando “il sacrosanto principio” di ogni istituzione di tutelare il benessere del bambino e rispettarne l’innocenza, nella consapevolezza che ogni abuso sui minori è una “tragica ferita”, per cui occorre avere la capacità “di esprimere in parole e di rivelare gli abusi”. Diritto dovere che spetta ai genitori e ai tutori dei minori fare alle autorità superiori. E nel caso la denuncia riguardi ministri religiosi, mons. Scicluna ha invitato a superare “considerazioni sbagliate e fuori luogo di lealtà e appartenenza”, superando questa paura “sbagliata” e denunciando “gli abusi del potere sacro per quello che è: un tradimento della fiducia”. Da qui l’importanza di cooperare con le autorità civili per punire i responsabili.

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