martedì 15 novembre 2011

Il contributo dei cattolici del Benin per la democrazia in un libro presentato alla Radio Vaticana

Il contributo dei cattolici del Benin per la democrazia in un libro presentato alla Radio Vaticana

Nell’imminenza del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Benin, è stato presentato ieri nella Sala Marconi della nostra emittente, il volume “Cattolici d’Africa. La nascita della democrazia in Benin”, scritto da Susanna Cannelli e pubblicato per i tipi di “Guerini e Associati”. Alla conferenza hanno preso parte tra gli altri, l’arcivescovo Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e già nunzio in Benin e mons. Barthélemy Adoukonou, beninese, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Chiesa del Benin ha dato un contributo fondamentale alla transizione dalla dittatura marxista alla democrazia: è quanto emerge nel libro di Susanna Cannelli, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i rapporti con i Paesi dell’Africa occidentale francofona. Un libro, ha sottolineato lo storico Agostino Giovagnoli, che mostra come il Benin sia un “modello” per altre transizioni democratiche nel continente africano. L’opera della Cannelli si sofferma sui dieci giorni che, nel febbraio del 1990, hanno cambiato la storia del Benin: quelli in cui la Conferenza nazionale, guidata dal vescovo Isidore de Souza, traghettarono il Paese dalla dittatura alla democrazia, senza spargimento di sangue. Mons. Adoukonou, beninese, ha messo l’accento sul contributo di mediazione e coesione offerto dalla Chiesa cattolica in quella delicata fase:

“Si deve riconoscere che sono i cattolici, nella diversità dei loro movimenti e associazioni, che hanno tutti contribuito ad assicurare una presenza della Chiesa cattolica così efficace e credibile nella nazione beninese”.

Fin già dall’indipendenza, è stata la riflessione del segretario del dicastero della cultura, la Chiesa ha lavorato per lo sviluppo e la maturazione della coscienza sociale e politica del Benin, facendo crescere il sostrato culturale del Paese a beneficio di tutta l’Africa:

“L’impegno sociale della Chiesa ha preparato l’impegno politico: ciò che la Chiesa ha fatto sul piano sociale, soprattutto nel campo dell’educazione, poco a poco ha reso il Benin capace di articolare un discorso d’identità personale e d’indipendenza”.

Dal canto suo, mons. Bertello, che fu nunzio in Benin nel periodo della transizione, ha voluto ricordare alcune delle figure chiave di quella fase di passaggio, dal cardinale Bernardin Gantin, legato a Joseph Ratzinger da un rapporto di grande amicizia, a mons. de Souza:

“Direi che la più bella definizione di de Souza l’ha data lui stesso in una conferenza stampa, quando gli chiesero con che animo fosse andato alla Conferenza nazionale. Rispose: 'Sono andato risoluto a tacere, avendo per bagaglio il buonsenso, confortato dalla mia fede in Cristo e nella Chiesa'. Non dobbiamo dimenticare questo aspetto della vita di mons. de Souza: la sua spiritualità”.

L’arcivescovo Bertello ha concluso il suo interevento, leggendo un passaggio del libro di Susanna Cannelli che sintetizza al meglio il ruolo che ancora oggi la Chiesa riveste nella vita del Benin:

“La presenza della Chiesa è una presenza minoritaria, ma fortemente radicata nella società e nelle vicende complessive del Benin, che continua a godere di un notevole credito presso le diverse fasce della popolazione: un forte ruolo svolto nei settori dell’alfabetizzazione, della scolarizzazione e, in generale, in tutto l’ambito educativo; la capacità, messa in luce dalla vicenda della Conferenza nazionale, di formare una classe politica cattolica di orientamento democratico”.

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