domenica 13 novembre 2011

Il Papa ha espresso «l'apprezzamento» della Santa Sede per chiunque sostenga e promuova la ricerca «di massimo livello» sulle staminali adulte (Gasparroni)

«La distruzione degli embrioni non può essere mai giustificata»

Il Papa ha incontrato il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy

Fausto Gasparroni

VATICANO

«La distruzione anche di una sola vita umana non si può mai giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire per un'altra». Benedetto XVI ha ribadito ieri il suo no alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, che, comportando la soppressione di embrioni, viola «il diritto inalienabile alla vita di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento fino alla morte naturale». Disco verde, invece, della Chiesa all'uso di staminali adulte o provenienti da cordone ombelicale.
Il Papa lo ha detto ricevendo ieri in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i partecipanti alla conferenza internazionale sulle staminali adulte promossa in Vaticano dal Pontificio Consiglio della Cultura. Ratzinger ha espresso «l'apprezzamento» della Santa Sede per chiunque sostenga e promuova la ricerca «di massimo livello» sulle staminali adulte, anche studiando «le implicazioni culturali, etiche e antropologiche del loro uso».
Parlando dei limiti che la ricerca scientifica non deve superare, il Pontefice ha messo in guardia contro il «grave rischio che la dignità unica e l'inviolabilità della vita umana possano essere subordinate a considerazioni meramente utilitaristiche».
L'uomo, ha avvertito, può essere «oggetto della ricerca», ma «la sua dignità trascendente gli dà il diritto di restare sempre il beneficiario ultimo della ricerca scientifica e di non essere mai ridotto a suo strumento».
Viviamo un periodo di crisi, e l'Europa ha dei grandi problemi». Le parole pronunciate in francese da Benedetto XVI mentre con il presidente del Consiglio dell'Unione Europea Herman Van Rompuy si sedeva al tavolo della Biblioteca nell'appartamento pontificio, hanno mostrato tutta la preoccupazione che il Papa nutre per la grave situazione economica del continente e per le prospettive dell'Ue. E non poteva non essere questo uno dei temi centrali dell'incontro di ieri in Vaticano con Van Rompuy, il primo nella forma di udienza privata, ma il secondo se si considera il saluto che i due si erano scambiati nella Basilica di San Pietro il primo maggio scorso.

© Copyright Gazzetta del sud, 13 novembre 2011

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