mercoledì 23 novembre 2011

Il vecchio cardinale Law e don Verzé. Lo spauracchio antipedofilo di chi ama odiare i preti, e il Vaticano (Il Foglio)

Clicca qui per leggere l'articolo con cui, personalmente, non sono affatto d'accordo per le ragioni che sapete.
Grazie ad Eufemia per la segnalazione.
La decisione del Papa di nominare un nuovo Arciprete per la Basilica di Santa Maria Maggiore ha tutto il mio rispetto ed appoggio.
Si tratta di un provvedimento del Santo Padre e qui vorrei aprire una parentesi: ogni decisione presa dal 19 aprile 2005 ad oggi ricade sotto la responsabilita' di Benedetto XVI, ma per il Pontificato precedente si fanno tutti i nomi possibili tranne quello del Papa regnante in quegli anni. Perche'? In questo caso si cita Dziwisz. Domanda ingenua: come puo' il segretario del Papa prendere simili decisioni? :-)
Come mai oggi nessuno oserebbe chiamare in causa Mons. Georg? Interrogativi che possono essere sollevati ma, al momento, solo sui blog.
Nominare un vescovo diocesano, assegnare un cardinale ad una Congregazione o ad una Basilica e' atto che ricade sotto la responsabilita' del Papa regnante, mai di altri!
Stesso ragionamento per l'accettazione delle dimissioni e/o la rimozione.
Questo ci hanno insegnato i giornalisti dal 2005.
Oggi la responsabilita' di avere pensionato Law e' di Papa Benedetto cosi' come, nel 2004, la sua nomina e' ricaduta sotto la responsabilita' di Giovanni Paolo II.
Non e' il caso di fare differenze fra Pontefici o, se si fanno, occorre spiegarne le ragioni.
Allo stesso modo gradirei che la Santa Sede spiegasse tutta l'operazione "San Raffaele" perche', in questo caso, anche io nutro forti dubbi
.
R.

p.s. chissà come mai i tanti autori di libri piu' o meno contro Papa Benedetto non dedicano almeno un capitolo ad approfondire il seguente tema:

"Nel 2004 fu Stanislaw Dziwisz, segretario di Wojtyla, a imporre il suo nome per un incarico romano. Dziwisz, a differenza dell’attuale dirigenza vaticana, era alieno dalla linea della “tolleranza zero” verso chi è accusato di aver coperto casi di pedofilia nel clero. Fu Dziwisz che spinse anche per inserire Law come membro delle principali congregazioni vaticane".

13 commenti:

Anonimo ha detto...

ora aspettiamo il pensionamento di almeno un altro cardinale che ha un incarico importantissimo nonostante abbia passato da un bel pò gli ottanta.

Anonimo ha detto...

La frase che quoti dall'articolo di Rodari e' un autogol (di Rodari) difficile da giustificare in qualsiasi modo, oltretutto fatto gettando fanghiglia su Dziwisz. Cercando di salvare i proverbiali capra&cavoli stavolta buttano a mare entrambi.

Anonimo ha detto...

Ma che che il vero papa fosse Dziwisz non è gettare fango. E per questo che Ratzinger ha detto che se il Papa non può esercitare, ha il dovere di dimettersi. Eufemia

DANTE PASTORELLI ha detto...

La nomina di Law fu indecente. Il responsabile è sempre il Papa, anche se i collaboratori non fanno il loro dovere.
Questo vale anche oggi per la presenza di tanti vescovi eretici o complici di eretici (e non accenno neppure agl'immorali o tolleranti cogl'immorali) che sono ancora sulle loro cattedre, e diversi tra loro han raggiunto la porpora, chissà per quali meriti occulti.
Però niente vietava a Benedetto XVI, ove avesse ritenuto indecente la nomina rintanarlo in qualche commissione. Non ha voluto metter in rilievo un dissenso forse manifestato a suo tempo, chissà.

mariateresa ha detto...

io penso che sia difficile fare scelte in controtendenza rispetto al papato precedente e cercare che non vengano poi tirate le somme . Insomma qualcuno prima o poi somma gli addendi.Sulla stampa anglosassone si dicono apertamente gli errori di GPII. Ma certe somme ad alcuni nostri vaticanisti non piacciono per varie ragioni. Sarebbe un discorso lungo.

Anonimo ha detto...

Probabilmente, Dante, non ha voluto dare l'impressione di andare contro il predecessore.
Papa Wojtyla era affetto da Parkinson non Alzheimer, per quanto impedito fisicamente era in grado di prendere le proprie decisioni, anche se lo strapotere e l'inflenza del segretario erano senza limiti.
Alessia

DANTE PASTORELLI ha detto...

Guarda caso da Giovanni XXIII in poi i papi sono andati, eccome, in controtendenza rispetto ai predecessori.
Capi di dicasteri sostituiti, richiamati a Roma professori e teologi eretici, condannati dalla Humani Ganeris ecc. ecc. per non parlar di dottrina e liturgia.
Con tutto il rispetto, cerchiamo di no difender l'indifendibile per partito preso. Non tutto l'operato di Papa Benedetto né tutto quel che scrive merita inni. Un atteggiamento acritico non gli rende giustizia e lo si circonda di un'aureola d'infallibilismo pericolosa.

nonno ha detto...

forse magari nemmeno i predecessori di Giovanni XXIII avevano un'aureola di infallibilismo

gemma ha detto...

Chissà perchè proprio e solo adesso il Foglio ci parla del San Raffaele con schizzetto acido, questione che qui almeno a me aveva fatto venire il mal di pancia dall'inizio, ancora prima del cambio di governo. Si ignora il viaggio in Africa e si attacca velatamente il Vaticano per la tolleranza zero...magari non ci si ricorda dei dossier di fango che sono arrivati al Papa per la questione pedofilia. E si, magari sono tanti i peccati di cui si renderà conto, ma quello della copertura dei pedofili non credo sia dei più irrilevanti. E a ottant'anni si può anche andare in pensione
Ne andasse bene una di quel che arriva dal Vaticano..., fatto sta che quando l'attore non è il Papa è Bertone, se non è lui è Sodano o qualche segretario del Papa, se non c'è di mezzo la pedofilia c'è sicuramente la finanza o entrambe, e quando non ci pensa il fatto quotidiano a tessere la trama, ora lo fa il foglio. Ma che delusione!

ciao r (raffaele ibba) ha detto...

Raffa,
hai perfettamente ragione, riga per riga e parola per parola.
C'è ben poco da aggiungere.
Solo due cose.
Il Vaticano NON È il Papa in carica ed il Papa in carica NON È il Vaticano.
Le due cose non coincidono.
Non so cos'è il Vaticano, ma chiaramente ci sono operazioni politiche che sono parecchio indipendenti dal magistero di Benedetto XVI, come lo sono state dai magisteri di Papi precedenti.
L'operazione san Raffaele e i recenti distinguo sulla crisi finanziaria sono un esempio (ultimo di una lunga catena) di politiche decise in consessi particolari e che si sovrappongono alla attività magisteriale e pastorale del Papa.
Sono convinto che la Santa Sede (ovvero la Curia Vaticana) andrebbe "santificata" con un "cammino di digiuno e deserto", innanzitutto.
Meno sono meglio starebbero e meglio sarebbero governabili.
Infine.
Che cosa c'entra il Papa con il san Raffaele? o con le critiche al mercato finanziario?
Invece c'entra, ed esplicitamente e proprio per come è stata data la notizia, con la rimozione del cardinal Law.
Queste "semplici" attenzioni alle "realtà di fatto" di ciò che accade e dev'essere descritto vengono spesso trascurate in moltissime occasioni.
Quando si tratta di Benedetto XVI praticamente sempre.
Qui c'è disonestà nella stampa (tutta, e non me la sto prendendo solo con Foglio, che peraltro non sopporto)

ciao
r

Anonimo ha detto...

Il Papa non c'entra con il Vaticano? e chi ha nominato il segretario di stato? Chi il capo dello IOR?
E quando va in visita non viene trattato come capo di stato estero??
Il Papa è il capo del Vaticano. Se non condivide la politica del segretario di stato ha tutti i poteri per cambiarlo.

Raffaella ha detto...

Vale per tutti i Papi?
R.

ciao r (raffaele ibba) ha detto...

Anonimo ...
sii ragionevole ... per quanto il Papa sia l'unico sovrano dello stato Città del Vaticano è chiaro che non può "controllare" tutto ed è anche chiaro che ci sono molti "centri" di potere, tra le quali il Papa si muove - più o meno bene dipende dai singoli, dalle loro culture di formazione, dalle capacità "tecnico-burocratiche" e pure da quanto gli interessa (per esempio: Papa Woitila abbandonò completamente l'Italia a Ruini e non si fece mai coinvolgere).
Questo significa, ovviamente, il Papa alcune cose le controlla ed altre le lascia ad altri e Papa Ratzinger le lascie in specie al cardinal Bertone (cui ha di recente affiancato mons Becciu, peraltro).
Poi è chiaro che la "responsabilità giuridica o politica" è sua, ma nel caso del Papa conta nulla, essendo appunto solo lui il Sovrano assoluto.
Certo lo è per delega, diretta e non valutabile umanamente, dello Spirito Santo, ma per quel che ne so io non ci sono strade di ricorsi diretti allo Spirito Santo contro un Papa regnante.
Quindi la sua "responsabilità politica generale" è una cosa che sta a zero.
Ogni Papa è storicamente responsabile soltanto delle cose che fa e non fa, come ha sottolineato Raffaella parlando del segretario personale di Papa Woitila.

ciao
r