domenica 12 dicembre 2010

Il Papa: Bisogna rispettare e integrare nella comunità chi viene da altri paesi

Il Papa parla contro i falsi profeti e per gli immigrati

Roma,

Bisogna rispettare e integrare nella comunita' chi viene da altri paesi. E' il messaggio lanciato dal Papa, che nella sua omelia durante la messa nella parrocchia di San Massimiliano Kolbe a Roma ha anche richiamato gli sposi perche' siano "fedeli al loro 'si' ".
"Negli anni passati - ha detto rivolgendosi ai parrocchiani e idealmente a tutti - sono venute nella vostra comunita' tante persone provenienti da altre regioni per cercare lavoro, ora arrivano persone venute dall'Europa dell'Est e da altri paesi. Sforzatevi di crescere nella comunione con tutti, e' importante per creare occasioni di dialogo e favorire reciproca comprensione tra persone provenienti da culture e condizioni sociali differenti. Bisogna coinvolgere gli altri nella vita cristiana con una pastorale attenta ai bisogni di ciascuno: e' necessario partire dai vicini per giungere fino ai lontani".
Benedetto XVI nella sua predica si e' rivolto anche agli sposi e alle famiglie: "Rivolgo uno speciale pensiero alle famiglie - ha detto - accompagnandolo con l'augurio che possano realizzare la propria vocazione all'amore con perseveranza. Anche nelle difficolta' della vita coniugale e con i figli - ha sottolineato - gli sposi non cessino di essere fedeli al si' che hanno pronunciato nel giorno del matrimonio: la vostra vocazione richiede coraggio e sacrificio".
Il Pontefice si e' poi rivolto ai giovani: "La Chiesa - ha detto - si aspetta molto da voi, dal vostro entusiasmo e dalla vostra capacita' di guardare avanti, della vostra radicalita' nelle scelte di vita".

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi pare di capire che finalmente, grazie a questo Papa, la Chiesa Cattolica, dopo essersi inebriata per molti anni, del "politicamente corretto" verso gli immigrati "non cattolici" in ambito
religioso e di fede (in altre parole guai a cercare di convertire i non cattolici per non urtarli, infstidirli, offenderli) si sia ricordata anche del dovere evangelico di "andare in tutto il mondo a predicare (senza vergogna né patemi d'animo)il Vangelo a tutte le genti, secondo l'impronta missionaria che mira anche al proselitismo.
Era tempo che ciò ritornasse d'attualità. Basta limitarsi a fornire, ad esempio, ai meno abbienti islamici, i pacchi dono alimentari! Bisogna anche far con loro opera di educazione ed avvicinamento alla fede cattolica.
perché i soli pacchi dono, saranno anche utili, ma se poi i beneficiari continuano sistematicamente a rifutare il cristianesimo e, talvolta in nome dell'Islam, a deriderlo, non si va molto lontano!.