venerdì 11 febbraio 2011

C’è celibato e celibato. Il teologo Basilio Petrà spiega le inquietudini della Chiesa (Rodari)

Su segnalazione di Alice leggiamo:

C’è celibato e celibato. Un teologo spiega le inquietudini della chiesa

Paolo Rodari

Continua a fare discutere l’appello degli oltre 150 teologi tedeschi, austriaci e svizzeri che in risposta alla “crisi” della chiesa cattolica in Europa (crisi di vocazioni e di fedeli) propone una riforma della chiesa che ha, tra i suoi capisaldi, la revisione del celibato ecclesiastico. In Italia un esperto del tema è il docente di Morale alla Facoltà teologica dell’Italia centrale (Firenze) Basilio Petrà.
Dice: “Nel memorandum dei teologi non viene usata mai la parola celibato. Parlano delle difficoltà nelle parrocchie per il rapporto sempre più sproporzionato tra il numero di fedeli e sacerdoti. Così dicono che ‘la chiesa ha bisogno anche di preti sposati e di donne nel ministero ecclesiale’.
La frase, detta così, può significare tante cose. Come sappiamo la chiesa cattolica è una comunione di chiese. Ci sono molte chiese cattoliche di rito orientale dove uomini sposati sono ordinati preti; nella stessa chiesa cattolica di rito latino si hanno sacerdoti sposati: si tratta in questo caso di ministri sposati di confessioni non cattoliche che sono stati ordinati al momento della loro conversione al cattolicesimo. Per quanto riguarda il ministero femminile, è largamente accettata la tesi che si possa arrivare, come era nelle comunità antiche, all’ordinazione diaconale delle donne. Sono realtà già esistenti o possibili; se dunque i teologi tedeschi si riferiscono all’ampliamento o all’attuazione di queste realtà non dicono cose scandalose. Se invece intendono altro, e cioè che i preti celibi si possano sposare e che le donne siano ordinate preti, allora propongono una prassi che oggi non esiste in nessuna chiesa della comunione cattolica e nemmeno nelle chiese ortodosse”.
A Roma esistono pressioni contrarie a una ridiscussione del celibato? “Molti ritengono che il celibato sia una specie di conditio sine qua non della chiesa cattolica di rito latino. Ciò porta a misure strane. Se viene in Italia un sacerdote ortodosso per servire i propri fedeli emigrati viene aiutato. Se invece viene un prete greco-cattolico sposato non solo non gli si permette di essere inserito nell’Istituto di sostentamento del clero, si arriva al punto che la Cei non gli dà il permesso di esercitare il suo ministero. Quando è diventato legge il celibato? “E’ un’imposizione che comincia a strutturarsi nell’XI secolo anche se si realizza in modo pieno solo con il Concilio di Trento. I sostenitori del celibato ricordano che precedentemente esisteva la lex continentiae secondo la quale quando uomini sposati venivano ordinati erano tenuti ad assumere l’impegno di interrompere ogni rapporto sessuale con le proprie consorti. Si hanno prove della presenza di questa prassi in diverse parti dell’occidente (e qualcuna d’oriente) almeno dal IV secolo. All’inizio non si esigeva la separazione dalle mogli; poi la separazione fu sempre più richiesta. Con la riforma dell’XI secolo venne attaccato il clero uxorato perché non rispettava la separazione e la continenza e si venne introducendo la legge del celibato”.

Pubblicato sul Foglio giovedì 10 febbraio 2011

© Copyright Il Foglio, 10 febbraio 2011 consultabile online anche qui, sul blog di Rodari.

5 commenti:

fr. A.R. ha detto...

Siamo tutti d'accordo per ordinare sacerdoti uomini sposati di età congrua che accettino la lex continentiae e si consacrino a Dio pur continuando a convivere come fratello e sorella con una santa moglie che li aiuti come "presbitera" ovvero "moglie del presbitero" nel ministero. Sulla questione delle diaconesse non mi pare che ci sia tutto questo consenso che Petrà ammette. Non è ancora risolta la questione sacramentale del diaconato femminile... Certo ci sono parecchie sante che furono diaconesse, ma questo non ha nessun rapporto con il diaconato permanente di oggi: erano vergini consacrate a Dio, cioè "suore" che si dedicavano proprio come le suore moderne, all'assistenza dei poveri e all'istruzione religiosa delle ragazze. Non certo alla distribuzione della comunione o alla predicazione in chiesa (questo è provato oltre ogni dubbio)!
Quindi: è vero che si potrebbero e anche, forse, si dovrebbero ordinare preti alcuni uomini che pur sposati hanno il carisma e le doti della paternità spirituale per la comunità cristiana, ma è anche vero che si deve chiedere a loro il segno forte di totale donazione alla chiesa. Solo uomini con figli ormai grandi e disposti a sospendere per sempre i rapporti coniugali (e certo non generare altri figli), cioè disposti, dal giorno dell'ordinazione in poi, a consacrarsi al Signore, sono da sempre giudicati ammissibili al sacro ministero. Ma attenzione: questo dovrebbe già essere richiesto ai diaconi permanenti. E invece si fa finta di niente, e si permette, tacendo, che i diaconi permanenti latini si comportino con le moglie come prima dell'ordinazione. La qual cosa non è per nulla tradizionale nè supportata dal diritto canonico attuale. Ma nessuno vuole aprire la questione per non svegliare il "can che dorme".

Areki ha detto...

Il teologo Basilio Petrà usa la stessa tattica usata per introdurre in Italia il divorzio e l'aborto..... i famosi casi pietosi.
Poi ammantato da falsa sapienza e conoscenza storica ci parla di celibato nell'antichità cristiana, di diaconesse...... solito linguaggio neomodernista...... una sorta di cavallo di troia per distruggere il sacerdozio cattolico.......

Anonimo ha detto...

Sul Foglio di oggi Rodari commenta l'intervista a Seewald :-)
Seewald l'amico del Papa striglia i teologi, "minoranza saccente".
Non ancora online.
Qui al traduzione della filippica anti Seewald dello "scongelato" Anciberro
http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201102/110209anciberro.pdf
Alessia

Anonimo ha detto...

La mia modesta opinione è che i religiosi "ordinati" dovrebbero dedicarsi solo a Dio ed alla Chiesa e quindi "non essere sposati". Tuttavia, la continenza, è "una brutta bestia", difficile da domare, capace di spingere, a tratti, "fuori di testa" anche i più moralamente rigorosi con "sé stessi". Io però, noto una sostanziale contraddizione, sicuramente derivata da ragioni storiche, tra la "linea rigida" tenuta dalla Chiesa Cattolica Romana, sull'argomento del celibato dei preti, e i comportamenti di diverse frange cattoliche di rito orientale, dove il matrimonio, per i preti, è ammesso. Ora entreranno in comunione col cattolicesimo anche alcuni anglicani(pochi per ora, speriamo tanti, più avanti) già sposati. Dunque come la mettiamo con la "doppia morale sessuale?"
Sono convinto che un buon prete debba restare celibe; sono anche convinto che "la carne sia debole" e talvolta i "racconti pruriginosi del confessionale" non aiutano i preti confessori a "non deviare" .
D'altronde, è noto, ci sono "preti di serie A (coerenti con la rinuncia al sesso) e preti di serie B (che talvolta cedono al sesso). Forse, ma lo dico sottovoce, la Chiesa, che ne ha la facoltà di farlo, potrebbe istituire due categorie di presbiteri: quelli che fanno perpetuo e convinto voto di castità e sono convinti di rispettarlo; quelli che sono più traballanti e non insensibili, talvolta, al fascino femminile, che potrebbero diventare presbiteri "minori", cioè presbiteri con le stesse attribuzioni dei preti celibi, ma con ruoli ecclesiastici di tipo esclusivamente periferico, senza possibilità concrete di avanzamento gerarchico.
Comunque, andrà a finire, si tratta di una "bella gatta da pelare" per il Santo Padre.

un ins.di religione ha detto...

..a me pare che il Papa(che Dio ce lo conservi a lungo!!) abbia un opinione ben diversa riguardo all'origine del celibato!..riguardo alle "diaconesse" poi non mi pronuncio nemmeno..la mia idea l'ho gia detta altre volte!..comunque le dichiarazioni di questo teologo Petrà non mi piacciono proprio ne mi convincono!!..un colpo al cerchio e uno alla botte...mah! perdonate la franchezza ma alla luce di tante,troppe loro dichiarazioni in contrasto col Magistero costante della Chiesa,io ho imparato a diffidare,e parecchio! dei teologi o comunque di chi si fregia di questo titolo!..di validi ce ne saranno senza dubbio tanti ma oggi come oggi l'unico teologo VERO del quale mi fido completamente è quello che siede attualmente sulla Cattedra di Pietro!!