mercoledì 9 novembre 2011

Card. Caffarra: La scelta della libertà non nasce dal niente: dal niente non nasce niente

LATERANENSE: CARD. CAFFARRA, “EDUCARE” È “FAR NASCERE UN IO VERO E LIBERO”

“La scelta della libertà non nasce dal niente: dal niente non nasce niente. Nasce dal confronto fra la proposta di vita (che si fonda su una visione del mondo e dell’uomo) fatta dall’educatore, e la soggettività della persona che si va sviluppando, che si ha da educare”: lo ha detto oggi il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, nel discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Università Lateranense a Roma. Tema del suo intervento è stato “La responsabilità dei formatori – Per un ‘io’ veramente libero e liberamente vero”. Il cardinale ha sottolineato che “l’atto educativo non fa nascere un io libero perché non propone nulla, ma perché propone in modo che chi riceve abbia un terreno su cui porsi ed un referente con cui confrontarsi, un’ipotesi interpretativa della realtà da verificare”. La “fiducia nella ragione” diviene – per il card. Caffarra – un elemento essenziale del processo educativo. “Se partiamo dal presupposto che non esista una verità circa il bene della persona .. ma solo di cercare il proprio bene privato e individuale, essendo di conseguenza ogni proposta di vita un’opinione non razionalmente condivisibile, - ha detto - che diritto ha l’educatore di proporre all’educando la propria visione del mondo e dell’uomo?”.
Proseguendo nella riflessione sulla “ragionevolezza dell’educazione al bene”, il card. Caffarra ha poi notato che “se partiamo dalla certezza che esiste una verità circa il bene della persona; che esiste di conseguenza un bene comune fra le persone, l’eventuale controversia sulle ragioni di convinzioni anche opposte, non diventa mai una controversia fra rivali. Diviene un incontro fra alleati nella ricerca comune della verità”. Dopo aver affermato che “il relativismo è l’ospite più inquietante ed ingombrante nella dimora dell’educatore, perché lo conduce a generare degli a-polidi non solo e non principalmente in senso politico”, il cardinale si è soffermato sull’educatore che “è responsabile, è custode della verità dell’essere e della verità circa il bene della persona. È responsabile della nascita di un io, non semplicemente libero, ma veramente libero perché liberamente vero”. A questo riguardo ha poi messo in evidenza l’importanza da parte dell’educatore di “riconoscere lo sbaglio” quando succedesse. “Il riconoscimento testimonia nei fatti che la verità della proposta fatta è tale da esigere che si prenda posizione a suo favore, anche contro se stesso. Questo può causare un fascino assai profondo sull’educando”.

© Copyright Sir

Nessun commento: