giovedì 3 novembre 2011

Il superiore dei Lefebvriani, mons. Fellay, è intervenuto per fermare le fughe di notizie circa una rottura con il Vaticano sulle trattative con la Santa Sede

Lefebvriani/ Fuga notizia su rottura con Vaticano,superiore frena

Capo lefebriano britannico aveva parlato di accordo impossibile

Roma, 2 nov. (TMNews)

Il superiore dei lefebvriani, mons. Fellay, è intervenuto per fermare le fughe di notizie circa una rottura con il Vaticano sulle trattative per il rientro del gruppo scismatico ultra-tradizionalista nella Chiesa.
Dopo la riunione dei superiori dei lefebvriani che si è svolta ad Albano a inizio ottobre, "sono apparsi diversi commenti sulla stampa sulla risposta che mons. Bernard Fellay deve dare alle proposte romane del 14 settembre 2011", quando l'erede di mons. Lefebvre ha avuto in Vaticano un incontro con i vertici della congregazione per la Dottrina della fede. "Si ricorda - continua la nota diffusa oggi - che soltanto la casa generalizia della fraternità San Pio X è abilitata a pubblicare un comunicato ufficiale o un commento autorizzato su questo tema". Dopo la riunione di Albano i lefebvriani avevano comunicato che i vertici avrebbero studiato il 'preambolo dottrinale' presentato dalla Santa Sede per "presentare, in un lasso di tempo ragionevole, una risposta alle proposte romane".
Il contenuto del 'preambolo' rimane riservata. Il tedesco don Niklaus Pfluger, primo assistente di Fellay, aveva precisato, in una recente intervista, che "il testo proposto ammette delle correzioni da parte nostra". In questi giorni, inoltre, il superiore del distretto britannico dei lefebvriani, Paul Morgan, ha rivelato in una lettera ai suoi fedeli alcuni dettagli dell'incontro in Vaticano, accusando Roma di "non riconoscere la rottura tra gli insegnamenti della tradizione e quelli del Concilio vaticano II" e le proposte vaticane di contenere "tutti gli elementi che la società ha sempre respinto". Quanto alla riunione di Albano, "i presenti sono stati d'accordo nel considerare chiaramente inaccettabile il preambolo dottrinale e che non è certo arrivato il tempo di raggiungere un qualche accordo pratico nella misura in cui le questioni dottrinali rimangono irrisolte". Una fuga di notizie alla quale il superiore Fellay ha voluto mettere un argine con il comunicato odierno.

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3 commenti:

fr. A.R. ha detto...

La smentita non smentisce il contenuto delle esternazioni non autorizzate. E' sotto gli occhi di tutti che la FSSPX va incontro ad una spaccatura interna (che già è conclamata). Chi vorrà tornare (tanti? pochi?) troverà la Chiesa ad aspettarli. Ma chi rifiuta sa bene che va incontro, questa volta, non solo ad una rinnovata scomunica per scisma (ormai evidente), ma rifiutando di sottoscrivere la professione di Fede e il preambolo dottrinale, si espone alla scomunica per eresia. Questo almeno metterà la parola fine ai dubbi di tanta gente che, in buona fede, frequenta le messe della FSSPX.

mic ha detto...

Scomunica per "eresia"? In base a cosa?
In base alla contestazione di alcuni punti di un Concilio che si autodefinisce pastorale e non dogmatico?

Anonimo ha detto...

se la FSSPX non sottoscriverà la "professione di Fede" (così dice fr.A.R.) diventerà eretica. Se viene chiesta una professione di fede vuol dire che questa fede è stata modificata, altrimenti la FSSPX fa già completa professione di fede cattolica (la facessero così pure certi settori ecclesiali!). Il fatto è che fr. A.R. si esprime male. La Santa Sede non ha chiesto di firmare nessuna PROFESSIONE DI FEDE. Ha proposto un preambolo, che nel momento stesso in cui viene detto esser suscettibile di modifica, significa già che non è dogmatico. Per il resto preghiamo. E finiamola, una volta per tutte, di usare il Vaticano II come metro per valutare la cattolicità.