martedì 15 novembre 2011

Messaggio di speranza del Papa all'Africa

Messaggio di speranza del Papa all'Africa

VATICANO
Un paese piccolissimo, ma centrale per il ruolo della Chiesa in Africa, un paese democratico, con buona convivenza tra le religioni, e pacifico, in un continente lacerato da conflitti, tra cui, riemergente quello tra nord e sud Sudan e quelli nel Corno d'Africa. È il Benin il paese scelto dall'84enne Benedetto XVI per il suo 22° viaggio internazionale.
In tre giorni fitti di impegni, dal 18 al 20 prossimi, papa Ratzinger compirà questo viaggio per tre principali motivi: consegnare il documento conclusivo del sinodo dei vescovi per l'Africa, celebrare i 150 anni della evangelizzazione del Paese e rendere omaggio alla tomba del cardinale Bernardin Gantin, figura di spicco in Benin, per lunghi anni prefetto della Congregazione per i vescovi. Il documento che chiude il sinodo per l'Africa svoltosi in Vaticano nel 2009 si intitola «Africae munus», «L'impegno dell'Africa», è lungo una ottantina di pagine, e il Papa lo firmerà in 4 copie il 19 a Ouidah – dove i missionari cattolici sbarcarono per la prima volta 150 anni fa, dove sono ancora fiorenti le religioni tradizionali e dove c'è un seminario che forma i preti cattolici per Benin, Nigeria, Ghana, Togo. Il giorno successivo a Cotonou papa Ratzinger consegnerà il documento ai rappresentanti delle 40 conferenze episcopali dell'Africa. Nel testo tutti i principali temi, impegni e speranze della Chiesa per l'Africa, temi che andranno a sommarsi a quelli che Benedetto XVI affronterà personalmente negli interventi pubblici in Benin, tra cui acquistano significato per tutta l'Africa il discorso che terrà al corpo diplomatico, alle istituzioni e ai rappresentanti delle principali religioni, nel palazzo presidenziale di Cotonou il 19, e l'omelia che pronuncerà durante la messa conclusiva, domenica mattina nello Stade de l'amitiè della stessa città beninese.
Il Benin aspetta il Papa, e tutti i cattolici africani sono mobilitati per questo viaggio: mille i giornalisti accreditati in loco, mentre si attendono diverse migliaia di fedeli anche dai paesi vicini.

© Copyright Gazzetta del sud, 15 novembre 2011

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