sabato 21 maggio 2011

Il Papa ha soppresso l’Abbazia di Santa Croce e disposto il trasferimento dei monaci. A Santa Croce in Gerusalemme in Roma abusi liturgici e poca disciplina (Galeazzi)

Vedi anche:

L'Abbazia degli intrighi. Il Vaticano sopprime i cistercensi di Santa Croce in Gerusalemme a Roma (Rodari)

La decisione, clamorosa, di cancellare la presenza dei monaci a Santa Croce in Gerusalemme è un altro dei segni di come il «governo gentile» di Benedetto XVI sappia essere decisionista e drastico quando si tratta di eliminare la «sporcizia» nella Chiesa (Tornielli)

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A Santa Croce in Gerusalemme abusi liturgici e poca disciplina

GIACOMO GALAEZZI

CITTA' DEL VATICANO

È una delle sette mete del pellegrinaggio a Roma e custodisce la più sacra delle reliquie (i frammenti della croce di Cristi), ma da vent’anni ospita lo scintillante regno dell’eccentrico abate acchiappavip, padre Simone Fioraso, ex stilista negli atelier milanesi. Dopo 18 secoli una delle basiliche romane più suggestive si era trasformata in un set cinematografico tra raduni di nobiltà nera, maratona tv di lettura della Bibbia (aperta da Benedetto XVI e intervallata dai balli col crocifisso dell’ex lap dancer suor Anna Nobili, documentata dal sito Messainlatino), visite di celebrità «cattolicamente scorrette» come la cantante Madonna, annesso albergo alla moda, interventi architettonici scenografici come il cancello-scultura di accesso all’orto botanico realizzato dall’artista superstar Jannis Kounellis.
Negli orti griffati della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme era di casa la Roma glamour, si vendevano frutta e verdura biologiche (in realtà acquistate dai monaci in un negozio vicino) e si davano appuntamento gli «Amici di Santa Croce», associazione presieduta dal marchese Giulio Sacchetti discendente di Carlo Magno (sua vice è Olimpia Torlonia), luogo d’incontro fra poteri temporali e spirituali. Troppa mondanità per uno dei luoghi più venerati della cristianità in cui sono conservati i frammenti di croce ritrovati sul calvario da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Lungo le maestose navate le cappelle svelano tesori di devozione come l’iscrizione sulla croce di Gesù, un chiodo e due spine della corona di Gesù, il dito di San Tommaso, l’apostolo che dubitava della resurrezione e una parte della croce del Buon Ladrone.
Eccessive luci della ribalta mediatica, maxi-lavori di ristrutturazione, l’accusa di abusi liturgici (documentati da foto di suore che danzano intorno all’altare), intrighi, le voci di scarsa disciplina morale e comportamenti discutibili nella comunità monastica.
In Vaticano hanno voluto vederci chiaro con un’ispezione: la «Visita Apostolica “ad inquirendum et referendum”» ha indagato e riferito in Curia irregolarità tali da giustificare la cancellazione dell’abbazia e la diaspora della comunità monastica in altri conventi. Fa le valigie una comunità che nella capitale è un’istituzione dal Cinquecento. Accogliendo «le risultanze della Visita, approvate dal Congresso e confermate in forma specifica dal Santo Padre», il decreto firmato dal prefetto vaticano João Braz de Aviz e dal segretario Joseph Tobin e non ancora reso pubblico, è un colpo di scure. La Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, cioè il ministero che «ha il compito di intervenire in tutto ciò che è riservato alla Santa Sede per quanto riguarda la vita consacrata», sopprime l’Abbazia di Santa Croce e dispone che «i monaci ivi residenti» si trasferiscano nei monasteri di San Bernardo in Italia, come stabilito dal commissario pontificio dom Mauro Giuseppe Lepori, abate generale dell’ordine cistercense.
Sotto la lente degli ispettori vaticani erano finiti in particolare, padre Fioraso e i suoi due più stretti collaboratori, padre Luca Zecchetto (direttore artistico del coro delle «Matite colorate») e padre Ryan per motivazioni di gestione economica ma anche di disciplina interna al monastero. Malgrado fossero lì da mezzo millennio, oramai la vita di clausura richiesta ai cistercensi mal si attagliava alla fiorente attività mondana-concertistica, al servizio limousine per i pellegrini più facoltosi, al negozio interno (i prodotti dell’orto disegnato dal paesaggista di casa Rothschild, liquori, miele, marmellate, pregiatissima cioccolata su ordinazione), al via-vai a tutte le ore del giorno, alle visite-passerella in Basilica di popstar trasgressive (Madonna «commossa» in una pausa del concerto a Roma del 2008, Gloria Estefan). Un giro di soldi fuori controllo, denunce arrivate nei Sacri Palazzi su conduzione «allegra» della vita monastica e rapporti non limpidi nella comunità. Una partita giocata tra sovraesposizione mediatica e trame opache.
Fino al fischio finale di Benedetto XVI.

© Copyright La Stampa, 21 maggio 2011 consultabile online anche qui.

12 commenti:

don Luca Peyron ha detto...

La verità ci farà liberi... che bello continuare a vedere come BXVI tiri dritto in nome del Vangelo.

Applausi a scena chiusa, per il rigore, sul merito saprà ben lui cosa fare.

laura ha detto...

Con Papa Benedetto non si scherza! Nessuna pietà per chi dà scandalo: il demonio Lo teme perchè è fortissimo e sa che non ha scampo.Non Lo piegherà mai, nonostante l'età e le preoccupazioni. La forza dello Spirito Santo Lo guida e Lo illumina e noi dobbiamo aiutarLo con preghiere e sacrifici

Anonimo ha detto...

Ci vorrebbe un commissario anche per i Cistercensi non solo per i Legionari...
ne vedremo delle belle!

Ilde ha detto...

Il Signore espelle i mercanti dal Tempio

Anonimo ha detto...

Gli intrallazzi e i poteri dei cistercensi avevano finora impedito la pulizia di quel letamaio.Un grazie a Papa Benedetto che non ha avuto paura di nulla neanche delle pressioni vergognose esercitate per loro conto da parte di un vescovo brasiliano... loro amico.
Si vede che il lezzo aveva varcato anche l'oceano.
Il Papa come Giuda Maccabeo ha ripristinato l'altare santissimo del Tempio profanato dai novelli Antioco Epifane!

mic ha detto...

da fedeli che conoscevano personalmente padre Burresi si parla senza ombra di dubbio di calunnie!

Del resto già era stato allontanato l'Abate e affidato al nuovo parroco l'esercizio del lucroso albergo nel quale confluiscono numerosi pellegrini da tutto il meno.
Non so quanto il tutto coinvolga davvero il Papa o non qualche altro in Curia o il Vicario

Giovanni Boi ha detto...

Se e vero di quanto ho letto,sua Santità Benedetto xvi ha fatto bene quello che ha fatto.I consacrati,sono sacerdoti per celebrare,e offrire il sacrificio a Dio con fede e devozione e offrirsi lui stesso in modo irreprensibile.Il sacerdote deve essere ornato di ogni virtù e offrire agli altri l'esempio di una vita santa;abituale il suo rapporto non sia con la gente volgare,secondo modi consueti a questo mondo,ma con gli angeli in cielo o con la gente Santa in terra.Certi consacrati si dimenticano di ciò.Preghiamo per il Papa e per santi sacerdoti.

Anonimo ha detto...

Di alberghi a Roma che sono exconventi, ancora di proprietà degli ordini, ce ne sono un bel po. Qui fra statue e monaci alla moda non si sa a chi dare i resti, anche se in provincia le cose non vanno meglio. Comunque di recente i reati pecuniari sono scusabili ma quelli sessuali, peggio della lettera scarlatta.Eufemia

carla ha detto...

Io sto dalla parte di Padre Simone e Padre Luca e li ringrazio per tutto quello che hanno fatto per la parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme , tutto il resto è avidità e politica di una Chiesa che ha perso di vista il motivo per cui è nata . La sete del potere fa parte del genero umano e la Chiesa è fatta da uomini

Raffaella ha detto...

Io sto dalla parte del Papa...
R.

Bruno Sina ha detto...

Grazie a Papa Benedetto XVI,fuori dalla Chiesa tutta la sporcizia, e i mercanti del Tempio.
Suore ballerine? Figuriamoci...

Anonimo ha detto...

Sarebbe opportuno non nominare Le matite colorate visto che stiamo parlano di minori... Grazie!!!!!