martedì 20 settembre 2011

Se il tuttologo Eco dà lezioni di teologia persino a Papa Ratzinger (Gnocchi)

Il filosofo Habermas ed il teologo Ratzinger
Sueddeutsche Zeitung: Il cimitero di Praga di Umberto Eco? Un fiasco di alto livello, un noioso ammasso di inverosimiglianze grottesche

Su segnalazione di Antonio leggiamo:

Se il tuttologo Eco dà lezioni di teologia persino a Ratzinger

di Alessandro Gnocchi

Innata modestia dell'intellettuale piemontese: lo prendono troppo sul serioe lui esterna su qualsiasi cosa. Secondo il professore Benedetto XVI è "grossolano" e "naif" come uno "studente". Che sia un'autocandidatura al soglio pontificio

Filosofo, semiologo, lin­guista, storico, politolo­go, romanziere, enigmi­sta, editorialista. Gli mancava solo il titolo di teologo ma, con le dichiarazioni pubblica­te ieri, Umberto Eco ha rimediato alla lacuna. Ora al professore può essere assegnata la cattedra che più di ogni altra ha dimostrato di meritare: Tuttologia. Il Gran Tuttologo, intervistato dal quotidiano Berliner Zeitung , ha sfoggiato la sua competenza in materia. Eco ha detto: «Non cre­do che Ratzinger sia un grande fi­­losofo, né un grande teologo, an­che se generalmente viene rap­presentato come tale». Un’opi­nione è un’opinione, per carità. Sebbene quella di Eco suoni sin­golare, poiché l’attuale Pontefice in materia ha un curriculum a dir poco pesante: libero docente di Dogmatica e teologia fondamen­tale dal 1956, perito del Concilio Vaticano II, ordinario di Teologia dogmatica e storia dei dogmi, Pre­fetto della Congregazione per la dottrina della fede, presidente della Pontificia Commissione Bi­blica, presidente della Commis­sione Teologica Internazionale, Papa. Mi fermo qui, credo possa bastare. Un’opinione è un’opinione, si diceva. Ma al Gran Tuttologo una semplice opinione da tuttologo non poteva bastare. E infatti ha esagerato: «Le polemiche di Rat­zinger, la sua lotta contro il relati­vismo sono, a mio avviso, sempli­cemente molto grossolane». An­zi, «grossolane» è grossolano: «Nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulereb­be come lui. La sua formazione fi­losofica è estremamente debo­le ». Di fronte alla richiesta di argo­mentare questi giudizi trancian­ti, il Gran Tuttologo sfoggia, oltre a una innata modestia, anche tut­ta la forza del suo pensiero, per niente «grossolano»: «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno 20 posi­z­ioni filosofiche differenti sul rela­tivismo. Metterle tutte insieme co­me fa Papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naïf». Eco batte Ratzinger 20 a 1. Il Bar Sport della teologia ha trovato un nuo­vo idolo da incoronare. Soprattutto semiologo (i mali­gni dicono divulgatore della disci­plina nel nostro Paese) e roman­ziere ( i maligni dicono di livello in­ver­samente proporzionale al suc­cesso), Eco assomiglia sempre più alla figura dell’intellettuale così come l’ha descritta l’econo­mista austriaco Friedrich Von Hayek: «Il tipico intellettuale, per esercitare il suo ruolo di mediato­re di idee, non ha bisogno di una conoscenza specifica in un deter­minato ambito né di possedere particolari capacità intellettuali. Ciò che lo rende idoneo al suo ruo­­lo è il saper scrivere e parlare agil­mente di un vasto numero di argo­menti, nonché una posizione o un’abitudine che gli permettono di venire a conoscenza di nuove idee prima delle persone a cui si ri­volge » ( Gli intellettuali e il sociali­smo ). Un altro economista, Jose­ph Schumpeter, più cattivo, in Ca­pitalismo, socialismo e democra­zia , aggiungeva a quelle appena citate altre due qualità dell’intel­lettuale: la assenza di responsabi­lità diretta nei fatti concreti e la mancanza di conoscenze di pri­ma mano. Von Hayek, che scrive­va alla fine degli anni Quaranta, non si illudeva: l’intellettuale avrebbe assunto un peso sempre maggiore nella vita pubblica e la sua influenza sulle opinioni, in­cluse quelle politiche, sarebbe cresciuta col passare del tempo. E così è andata. Certo, forse il Gran Tuttologo, se prestasse orecchio alle sue ulti­me esternazioni, potrebbe trova­re tracce di quella «grossolanità» che imputa a Ratzinger. Il parago­ne tra Berlusconi e Hitler, propo­sto alla Fiera di Gerusalemme, pur tra mille distinguo e successi­vi ripensamenti, si direbbe pro­prio una battuta (?) «grossolana». Anche le seguenti stime, offerte in un’intervista al Manifesto ,sem­brano un filo «grossolane»: «Sette italiani su dieci sono naturalmen­te berlusconiani, non vogliono pa­gare le tasse e vogliono andare a 150 all’ora in autostrada». Un po’ semplificatorio - diciamo pure: «grossolano» - anche l’appello pubblicato su Repubblica prima delle elezioni 2001. Umberto Eco, vero entomologo della politica, sezionava l’elettorato di centro­destra individuando due catego­rie: l’Elettorato Motivato compo­sto dal «leghista delirante», dall «ex fascista» e da chi «avendo avu­to contenziosi con la magistratu­ra, vede nel Polo un’alleanza che porrà freno all’indipendenza dei pubblici ministeri»; e l’Elettorato Affascinato in cui rientra «chi non ha un’opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione stri­sciante impartita da decenni dal­le televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi». Gente che «legge pochi quotidiani e pochissimi li­bri », persone che «salendo in tre­no comperano indifferentemen­te una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in coperti­na ». Che Umberto Eco, a furia di ve­dersi prendere sempre sul serio, qualsiasi cosa dica, sia diventato Umberto Ego, un Tuttologo un po’ grossolano perfino per i clien­ti del Bar Sport?

© Copyright Il Giornale, 20 settembre 2011 consultabile online anche qui.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Eheheheh, povero pancione borioso, che contropelo :-))
Qui un articolo curioso su www.chiesa
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1349490
Alessia

Manuela ha detto...

ma perché uno come Eco deve perdere la faccia con commenti di così basso livello... io proprio non capisco

Bastardlurker ha detto...

Ma siamo sicuri che abbia letto l'intervista di Eco.

Grundschullehrer come si traduce?

Bastardlurker ha detto...

Uno studente della scuola dell’obbligo?

Raffaella ha detto...

E' la traduzione che e' passata in tutte le agenzie ed i giornali di ieri e Eco non ha smentito.
R.